I Nomadi tornano sul palco in Veneto «La musica è la nostra vita, non ci fermiamo»
Il concerto l’11 luglio nel Padovano. Beppe Carletti: «Lo facciamo anche per i nostri collaboratori e per le loro famiglie»
REGGIO EMILIA
Saranno i Nomadi ad inaugurare la nuova stagione dei concerti post Coronavirus.
Lo faranno l’11 luglio a Carmignano di Brenta, nel Padovano. «La musica è la nostra vita – commenta raggiante Beppe Carletti – tornare sul palco è qualcosa di stupendo».
Ovviamente non sarà un live “normale”, come quelli, cioè, a cui eravamo abituati prima che scoppiasse l’emergenza Covid-19.
«L’emergenza sanitaria ci ha costretti a rinviare festival e concerti – conferma Valerio Simonato, titolare di “DuePunti Eventi” che organizzerà il live insieme al Comune padovano – ma non ha spento la nostra voglia di pensare creativamente alla programmazione di nuovi eventi per il pubblico secondo le nuove prescrizioni di sicurezza. Grazie a una amministrazione aperta e a degli artisti che hanno accettato di mettersi in gioco, abbiamo potuto proporre questo concerto che rispetterà scrupolosamente gli standard di sicurezza, ma che aprirà uno spiraglio verso il ritorno allo spettacolo dal vivo».
Quello dei Nomadi sarà dunque un primo, importantissimo, passo. «Il modo, l’unico possibile, per non far morire la musica in questo difficile 2020 – afferma Carletti – è continuare con i concerti dal vivo, seppur in maniera ridimensionata. Da oltre mezzo secolo il palco è la nostra vita, il live una linfa vitale che unisce artisti e spettatori». Ecco perché i Nomadi hanno deciso di continuare, nonostante tutto, anche mentre tanti altri artisti cancellano le date e rimandano i tour. «Lo facciamo per noi – sottolinea Carletti – ma anche e soprattutto per gli operatori che sono dietro le quinte, e poi per i fan, per la musica». Bisogna ripartire, tornare a una pseudo-normalità anche nel mondo dello spettacolo. «Mondo che durante questa emergenza è stato spesso dimenticato – riflette Carletti –. Certo, c’erano aspetti più urgenti da risolvere e cose più importanti a cui pensare, ma se si riapre alla movida si può anche fare un concerto in sicurezza. Bisogna iniziare a pensare che nel mondo dello spettacolo lavorano migliaia e migliaia di persone, non solo chi va sul palco. Dietro ogni operatore dello spettacolo, e parlo per esempio di tecnici, facchini, autisti, chi monta i palchi, esiste una famiglia. Per questo ringraziamo gli organizzatori del concerto dell’11 luglio, per la passione dimostrata e per condividere questi nostri obiettivi». «Siamo orgogliosi di essere uno dei pochi comuni italiani a proporre per questa estate un evento live. Siamo convinti che la ripartenza passi anche attraverso la musica e l’intrattenimento, in una cornice imprescindibile di sicurezza per il pubblico», le parole del sindaco di Carmignano di Brenta, Alessandro Bolis.
Le regole da rispettare saranno tante, «ma noi le rispetteremo – assicura Carletti – ci atterremo a tutte le norme previste». Con il concerto dell’11 luglio (le prevendite saranno presto disponibili sul sito di DuePunti Eventi) prenderà quindi il via il tour nei “teatri all’aperto”. «Sarà senza dubbio qualcosa di particolare – spiega il leader dei Nomadi – ripercorreremo oltre mezzo secolo della nostra musica, che poi è anche quella italiana, ma non ci saranno più di mille posti, tutti a sedere. Un po’ come a teatro. Bisognerà adattarsi, non c’è altra soluzione. Alla fine, invece di un unico grande evento, potremmo fare una settimana di seguito di concerti», ride. L’importante è non fermarsi, e i Nomadi non lo faranno. —
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