L’ultima diretta dei Modena: «Ci salutiamo con Bella Ciao»
REGGIO EMILIA
Sempre affettuosi ed espansivi i Modena City Ramblers salutano questa sera i fan e gli amici con l’ultima diretta Facebook legata al periodo di isolamento.
Ne parliamo con lo storico bassista della band, Massimo Ghiacci, personaggio dalla notevole carica empatica. «L’anno prossimo festeggiamo trent’anni: abbiamo cambiato alcuni elementi ma l’idea iniziale, legata alle scelte musicali e alle modalità con cui trasmettere emozioni al pubblico, è rimasta sempre quella. Al centro la passione per l’Irlanda e i suoni di quella terra che ci hanno indicato la strada per fare musica con un atteggiamento diverso dalle band anni ’80 che scimmiottavano Bruce Springsteen o Bono – senza alcuna critica, precisa –. Tenevamo al piacere, nel far musica, di condividere sentimenti e idee con la nostra comunità, con amici, città, paesi. E quella musica, una sorta di folk celtico, l’abbiamo piegata al nostro stile con contaminazioni rock e punk focalizzandoci, lontano da snobismi, su contenuti che toccavano la storia italiana e quella di altri popoli, guardando lontano per fare del nostro giardino qualcosa di più bello e in armonia. Tali caratteristiche perdurano ancora».
Indubbiamente l’impegno li ha portati ad allargare gli orizzonti per conoscere realtà problematiche a livello sociale: come il popolo Saharawi che vive in esilio nel deserto da quando il Marocco ha attaccato il loro territorio; e ancora sono andati anche nel Chapas, in Bolivia, dove è morto Che Guevara. Poi il lockdown e la quarantena forzata: «In questo mesi abbiamo utilizzato al meglio i canali social mantenendo un costante contatto con il nostro pubblico – racconta Ghiacci –. Ci siamo anche resi conto di continuare ad avere una solida comunità che si riconosce nei valori da noi portati avanti e che ci legano al 25 Aprile o al 1 Maggio: le nostre feste comandate. Il lockdown ci ha negato i concerti, ma nella ricorrenza della Liberazione siamo stati invitati dal Comune di Reggio a suonare dal balcone e davanti una piazza vuota: è stata un’emozione unica».
Ora però sorge una domanda: «Cosa sarebbe stato di questo periodo se non ci fossero stati la musica, la televisione, i libri o i film che vengono considerati intrattenimento non importante? Tutto questo ci ha sfamato come l’altro cibo, per cui quando ragioneremo sul passato dovremmo trarne una lezione. Mi auguro – aggiunge – che si possa dare una dignità diversa al cosiddetto intrattenimento perché adesso il musicista è considerato solo dopo che è diventato famoso e guadagna soldi. Anche noi siamo stati “riconosciuti” dopo aver partecipato in diretta tv al concerto del 1 Maggio. Sempre rimanendo in tema, è una vergogna che sia stato multato il ragazzo che andava a prendere il suo materiale per suonare... è successo perché fare il musicista (se non sei famoso) non viene considerato un lavoro».
Anche stasera nell’ultima diretta Facebook (ore 21) del “Ramblers Show” al centro dell’esibizione della band ci sarà sicuramente “Bella ciao” che – assicura Ghiacci – non manca mai. «Bella ciao in questo periodo è diventato un canto propiziatorio per superare la clausura al di là del successo che continua ad avere. In ogni caso rimanda a quel mondo di lotta e di valori dai quali noi proveniamo come cittadini e italiani. Al nostro gruppo “Bella ciao” ha segnato il cammino, è stata la prima canzone italiana che abbiamo provato ad arrangiare nel ’92 sullo stile irlandese, velocizzandone l’andamento».
«In questi mesi le persone ci ringraziavano delle nostre dirette – conclude – ma siamo noi a ringraziare loro. Per quanto mi riguarda questi appuntamenti del sabato mi hanno fatto alzare la mattina più sereno, poter far musica e condividerla mi ha fatto sentire utile, nell’attesa che tutto possa presto ritornare come prima». —
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