“Poesie infantili e giovanili”, primo volume delle opere di Costa
Argolibri pubblica l’intero repertorio dei manoscritti donati dalla famiglia alla biblioteca Panizzi nel 1995
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA
Corrado Costa, avvocato di professione e poeta di vocazione morto nel 1991 a 62 anni, fu uno degli intellettuali più rappresentativi della vivacità culturale che caratterizzò la nostra città negli anni 60 e 70. In coerenza con le posizioni della neoavanguardia, non amava l’industria editoriale e diede alle stampe solo una parte della sua cospicua, originalissima produzione. Ora l’editrice Argolibri corre ai ripari dando inizio alla pubblicazione, nella collana Costiana, dell’intero repertorio dei manoscritti, donati nel 1995 dai familiari al Comune insieme ai diritti d’autore, conservati nell’Archivio Costa della biblioteca Panizzi. Da domani sarà disponibile nelle librerie, al prezzo di 17 euro, il primo dei due volumi dedicati alle opere poetiche. S’intitola “Poesie infantili e giovanili”, è curato da Chiara Portesine e contiene, oltre a un testo di Patrizia Vicinelli, i testi trascritti e riproduzioni a colori di manoscritti, disegni e collage dell’autore. La Panizzi, oltre a mettere disposizione il materiale, vi ha contribuito con l’acquisto di cento copie e la consulenza del comitato scientifico presieduto dal direttore Giordano Gasparini e composto da Aldo Tagliaferri, Giulio Niccolai, Paul Vangelisti, Ettore Rocchi e Chiara Portesine.
Nel prossimo autunno uscirà il secondo volume con le opere pubblicate in vita, i testi dispersi in riviste e alcuni inediti della maturità artistica. Seguiranno, secondo le intenzioni dell’editore, quelli relativi alle opere in prosa e agli scritti teatrali.
Fra i primi componimenti, spesso scritti o scarabocchiati su cartoline, taccuini e diari scolastici e incastonati tra collage e disegni con una precoce vena satirica e fumettistica, si possono scoprire poesie e poemetti rimasti finora inediti e sconosciuti al pubblico. Vi si individuano già alcuni nuclei tematici tipici della produzione matura, che sarebbe stata pubblicata da Vanni Scheiwiller nel 1964 nello Pseudobaudelaire e da Feltrinelli nel 1971 nel saggio erotico-politico “Inferno Provvisorio”. Vi sono accatastate in un disordine creativo citazioni dissacranti, rielaborazioni e giustapposizioni di fonti poetiche che rappresentano le più ardite sperimentazioni formali della produzione costana.
«Un libro – si legge nella presentazione – lieve, studioso e giocoso, un vero e proprio manuale di versificazione e scrigno di temi e personaggi, dove è possibile penetrare nella più pura musicalità della ritmica letteraria italiana. Poesie scritte da un bambino, da un ragazzo, da un giovane: un volume perciò da cui anche i più giovani tra i lettori potranno ricevere moltissimo, come in questo verso riprodotto nel libro: “Nel mezzo del cammin cucù! cucù!”».
In queste prime composizioni si preannuncia il maturo “poeta con le forbici”, secondo l’espressione usata da Ivanna Rossi nel libro “Poesia oscura con prosa” uscito nel cinquantenario del gruppo 63 a cui Costa aderì con un po’ di ritardo. Egli tagliava le pagine altrui sminuzzandole in atomi irriconoscibili al di là della logica, del bene e del male. Quindi ricomponeva le parole in collage irrazionali, guidato da un estro soggettivo e incomunicabile. Perciò si definiva “poeta dada zen della costa Ovest”, confessando la sua sintonia con il neodadaismo, rappresentato allora soprattutto dal movimento Fluxus, e con un certo nichilismo anarchico mediato fra l’Oriente e l’Occidente. —
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