Gazzetta di Reggio

la biografia 

Trovava ispirazione in tutto, inutile cercare un messaggio

L.S.
Trovava ispirazione in tutto, inutile cercare un messaggio

Personalità sdoppiata fra la professione di avvocato e la vocazione artistica Faceva parte di una  fitta rete di intellettuali

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REGGIO EMILIA

Corrado Costa nacque nel 1929 a Mulino di Bazzano, sulla riva parmense dell'Enza, ma visse e lavorò a Reggio, dove morì nel 1991. Aveva una personalità sdoppiata tra la professione di avvocato e la vocazione artistica: «Corrado Costa – diceva – sono due fratelli. Portano entrambi lo stesso nome. Il professionista lavora e il poeta nullafacente vive felice, entusiasta e irriconoscente...».

Intrattenne rapporti di collaborazione e amicizia con una fitta rete di intellettuali, trovandovi continuamente occasioni e fonti di ispirazione per le sue opere, nelle quali si spinge all’estremo limite della dissoluzione dei linguaggi verbali e figurativi. Sarebbe vano, perciò, cercarvi dei messaggi di qualunque genere. Neppure vi trova riscontro l’impegno politico dimostrato dalla sua partecipazione, come avvocato, al Soccorso Rosso in difesa dei militanti dell’estrema sinistra. Il suo spirito libertario fu offeso dall’assurdo sospetto d’avere partecipato nel 1975 all'uccisione del giovane di Lotta Continua Alceste Campanile, il delitto per il quale è stato condannato nel 2009 l’ex primula nera Paolo Bellini. Abbandonata la matrice neofascista, il mirino dei magistrati si spostò sulla pista rossa. Finirono in carcere Bruno Fantuzzi, funzionario dell’amministrazione provinciale, e due amici di Alceste. Successivamente nell’inchiesta entrarono anche i nomi di Corrado Costa e del pretore di Reggio Antonio Bassarelli, risultati tutti estranei alla vicenda. Nelle vicende legali ottenne la maggiore gratificazione con il dissequestro del romanzo di Pier Vittorio Tondelli “Altri libertini”. Nel 1982 collaborò con Ivanna Rossi, allora assessore alla cultura del Comune di Reggio, all’ideazione della kermesse culturale “I porci comodi”. Si era sposato e aveva due figli.

All'inizio degli anni Ottanta, però, colpito dalla malattia che l’avrebbe condotto alla morte, conobbe Amedea Donelli, medico ematologo, e con lei si accasò a Cavriago. La casa di Amedea, dove erano conservate molte opere di Costa, era frequentata da Nanni Balestrini, William Xerra, Paul Vangelisti e altri artisti e poeti della neoavanguardia. Fra le sue molte pubblicazioni, ebbero risonanza soprattutto quelle di argomento erotico. Nel 1970 Feltrinelli editò “Inferno provvisorio, per una critica della ragion sessuale”, dove Costa privilegia il punto di vista del surrealismo, che a suo parere ha sdoganato il sadismo come ideologia libertaria. Un’allusione esplicita al “divin marchese” è nel titolo de “La sadisfazione letteraria”, pubblicato nel 1976 a Roma con illustrazioni osé. Nella sua bibliografia emergono anche i libri “Pseudobaudelaire” (Scheiwiller 1986), “Santa Giovanna Demonomaniaca” e “Invisibile pittura”, usciti nel 1973, e l’introvabile “Il fiume”. —

L.S.

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