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«Aspettavamo da tempo la riapertura» «Distanze giuste e senza mascherina»

«Aspettavamo da tempo la riapertura» «Distanze giuste e senza mascherina»

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CAVRIAGO

Sin dalle 20.30 (i film iniziavano alle 21.15 e 21.30) martedì sera hanno iniziato ad arrivare i primi spettatori. Molti di loro visibilmente felici, quasi increduli di poter tornare al cinema. C’è anche chi ha scattato foto e selfie davanti all’ingresso e ha fatto video per immortalare la ripartenza. È il caso di Cinzia Rinaldi e di Paolo Rosi di Sant’Ilario: «Siamo abbonati fedeli del Novecento – dicono – Aspettavamo da mesi questo momento di riapertura: l’emozione è tanta, come quella che ti coglie a un primo appuntamento». Pensano poi alle difficoltà del settore in questi mesi di chiusura e aggiungono: «Riteniamo importante sostenere il mondo del cinema, dell’arte e della cultura in genere. Questo ambito purtroppo ha sofferto tanto con il lockdown, speriamo possa ripartire bene».

Gabriele Menozzi è arrivato a Cavriago da Sesso per vedere “I Miserabili” e ha commentato, con il sorriso che si percepiva dai suoi occhi pur indossando la mascherina: «Non aspettavo altro che tornare al cinema. Amo i film e vederli in sala su un maxi schermo: il cinema è una delle mie più grandi passioni. Spesso vengo al Novecento, mi piace molto. E poi è l’unico cinema aperto».

Greta Silvi di Cavriago, che ha scelto “Piccole Donne” come film da vedere dopo tanti mesi, prima di varcare la soglia della multisala confida: «Ho sentito molto la mancanza del cinema e, essendo iscritta alla newsletter del Novecento, appena ho letto che avrebbe riaperto, ho approfittato subito per venire, proprio la prima sera. Inoltre aspettavo da tempo di vedere “Piccole Donne”. Non potevo farmi sfuggire questa occasione».

Ilaria Giglioli e Maura Barani di Barco sono frequentatrici abituali della sala Rossa e della sala Verde di Cavriago: «Era rimasto in sospeso il film “Piccole Donne”, lo volevamo assolutamente vedere da diverso tempo – affermano – Inizialmente eravamo perplesse per le nuove modalità di accesso e visione, poi quando abbiamo capito che veniva garantita la massima sicurezza e che le mascherine, una volta in sala, si sarebbero potute togliere perché comunque ci sono le distanze necessarie tra le varie poltrone, siamo partite tranquille ed eccoci qui. Il cinema ci è mancato davvero tanto». —

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