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La rinascita di Brescia parte dalla mostra del reggiano Gilli

Luciano Salsi
La rinascita di Brescia parte dalla mostra del reggiano Gilli

Viene inaugurata domani l’esposizione che l’artista ha voluto dedicare alla città così colpita dal virus mostrando l’aspetto surreale del confinamento

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Luciano Salsi

REGGIO EMILIA

Sarà inaugurata sabato a Brescia, nello Spazio Contemporanea di Corsetto Sant’Agata, la mostra personale del fotografo cavriaghese Luca Gilli, che rimarrà aperta fino al 26 luglio, da giovedì a domenica, a ingresso libero e contingentato. Vi sono esposte cinquanta fotografie perlopiù di medio e grande formato, tra cui le quattro inedite scattate nella città lombarda negli ultimi mesi, che esprimono bene il vuoto surreale del confinamento con colori di un chiarore allucinato. L’esposizione è realizzata dal Ma.Co.f - Centro della Fotografia Italiana, con il patrocinio del Comune di Brescia e la partecipazione di Paola Sosio Contemporary Art.

Il titolo “Come un destino nella luce chiara” è la citazione di un verso di Yves Bonnefoy. L’autore vi ha trovato la formula della sua arte metafisica, che esplora la “luce in attesa di rivelazione”, i “bagliori intermittenti che velano e disvelano, appunto, come un destino, come ricerca di quell’insondabile che abita luoghi, cose e persone”.

Gilli è laureato in scienze naturali all’università di Parma, dove ha svolto attività di ricerca, ma da diversi anni si dedica completamente alla fotografia e alla grafica, nelle quali ha scoperto una vocazione a trascendere la natura cogliendovi “un altrove sospeso tra passato e presente, dove categorie, significati e concetti lasciano spazio alla persona, ad altre realtà improvvise come nuvole”.

L’analisi vi cede il posto alla sintesi, il dettaglio scientifico alla visione olistica e onirica. Renato Corsini, curatore della mostra, scrive: «Quello di Gilli è uno stile personalissimo che lo rende immediatamente riconoscibile. Le sue immagini sanno raccontarci un mondo in sospeso, un dialogo con luoghi che appartengono alla quotidianità, verrebbe voglia di dire banalità, che lui ci fa diventare straordinari, senza tempo, collocati in un limbo di equilibrio e di sublimazione. Sono opere che meritano uno spazio espositivo di riflessione. La ricerca quasi ossessiva degli equilibri cromatici, delle sfumature del bianco, che non è mai e solamente bianco, e la lettura del particolare imprevisto meritano un contenitore che ripaghi l’attenzione che l’autore riserva alla qualità delle stampe e alla loro proposizione».

Luca Gilli ha esposto le sue prime fotografie nel 2004-2005 in Italia, Francia e Egitto. Dal 2011 al 2019 ha moltiplicato le esposizioni in Italia (a Milano, Torino, Verona, Napoli, Bologna, Capri, Brescia, Pietrasanta, Montechiarugolo e Montecchio) e all’estero, prevalentemente in Francia a Parigi, Lille, Arles, Lione, Nantes e Tourcoing, ma anche a Seul, in Corea, e a Singapore. Nel 2011 ha partecipato a Reggio a Fotografia Europea con il progetto “Menù del giorno” ed è stato pubblicato il suo volume Blank, presentato poi anche a Fotografia Europea nel 2015. Nel 2014 ha vinto a Milano il premio messo in palio dal gruppo Bnp Paribas. Nel 2016 è stato pubblicato il suo libro “Incipit”. Sue fotografie fanno parte di collezioni private e di musei italiani ed europei, fra cui la Bibliothèque Nationale de France di Parigi, il Musée de la Photographie di Charleroi, la Kunstbibliothek di Berlino, il Musée d’Art Moderne et Contemporain di Strasburgo, il Musée Réattu di Arles, l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, il Thessaloniki Museum of Photography, la Galleria Civica di Modena e la Fondazione Antonio e Carmela Calderara. —

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