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Tre tour per scoprire i laghi emiliani

Tre tour per scoprire i laghi emiliani

Ecco i percorsi ideati da Destinazione turistica Emilia fra le molte meraviglie delle province di Reggio, Parma e Piacenza

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reggio emilia

Per chi, in quest’epoca di incertezza vacanziera, è alla ricerca di gioielli naturalistici lontani dal turismo convenzionale ma destinati a entrare di diritto nella segreta lista dei luoghi del cuore, l’area compresa tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia può rappresentare una piacevole sorpresa.

Prosegue la pubblicazione, ogni giovedì sulla Gazzetta di Reggio, di tre originali itinerari messi a punto da Destinazione turistica Emilia (www.visitemilia.com) per promuovere e raccontare il territorio unico di queste tre province. Gambe e occhi fissi su panorami straordinari e inconsueti sono tutto ciò che serve per dedicarsi a un trekking a tema lacustre, che toglie il velo ad alcuni degli angoli più incantevoli di questo spicchio di Appennino.

1Il trekking nel reggiano non può prescindere dalla gita al lago di Calamone, autentica perla d’acqua in un’area oltre i 1.300 metri di quota, punteggiata da gigli, orchidee e primule e dominata dal Monte Ventasso e dalla sua corte di faggi e conifere.

Creato da esarazione glaciale e conosciuto fino al XIX secolo col nome della vetta che lo sovrasta, il lago fu per centinaia di anni al centro della leggenda – facilmente sfatata nel 1762 niente meno che da Lazzaro Spallanzani – che lo voleva comunicante con gli abissi marini. Nella conca del Monte Prado, vale invece la pena di dedicare un giorno al lago della Bargetana, attrazione principale di un luogo incontaminato e circondato da uno degli angoli panoramici più suggestivi dell’Appennino Tosco Emiliano, con vista sul Monte Cusna.

2 Immediatamente sotto la cima più alta dell’Appennino Parmense che presta loro il nome, i laghi del Sillara sono la meta ideale per un’esperienza di trekking estivo di una giornata alla scoperta dei gioielli “glaciali” tra il Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e il Parco regionale dei cento laghi.

Come spesso accade, a rendere unica l’escursione è in realtà la camminata nel suo insieme che, partendo da Pratospilla, incontra in sequenza una serie di specchi d’acqua di origine glaciale, come il lago Ballano e il lago Verde (1.500 metri di altitudine), dove i faggi sono il preludio alla suggestiva alternanza cromatica di boschi e prati di mirtilli che accarezzano gli occhi fino ai veri e propri laghi gemelli del Sillara, a 1.730 metri di altitudine.

Da qui, è possibile salire fino alla vetta per godere di una vista che spazia dalla Lunigiana alle Alpi Apuane, fino al mare.

3 I piedi sono il mezzo di locomozione tradizionale per percorrere il Sentiero del Tidone, nell’area dei Colli Piacentini. Quando il Po si allontana, a diventare protagonista è il torrente che dà il nome alla valle: risalendolo in direzione della sorgente, ci si imbatte nella diga del Molato, imponente opera terminata nel 1928 che ha generato il lago di Trebecco, bacino artificiale lungo 2,5 chilometri.

Tra le camminate da prendere in considerazione per una giornata di trekking in provincia di Piacenza, meritano infine una menzione quelle in Val Nure verso il verdissimo lago Nero – di origine glaciale – e alla volta del piccolo ma affascinante lago Moo e del lago Bino, straordinaria opera della natura che lo ha diviso in due, decorando in estate la più grande delle porzioni con una meravigliosa pennellata di ninfee gialle. —

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