Il Festival di Resistenza ... resiste: «Così seminiamo per un nuovo raccolto»
Gattatico, la manifestazione a Casa Cervi è in programma dal 7 al 25 luglio: sette spettacoli e tanti approfondimenti culturali. Si comincia con il quartetto di sax della Toscanini
REGGIO EMILIA. “Fischia il vento” al sax e bandoneon. Si aprirà così il 7 luglio, nell’aia di Casa Cervi, la diciannovesima edizione del Festival Teatrale di Resistenza. «E ci commuoveremo», promette Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi. Il Coronavirus e la crisi che ne è derivata non hanno fermato la manifestazione, che anche quest’anno ricorderà la Resistenza interrogandosi su come pensare e costruire un mondo nuovo, basato sulla solidarietà e la condivisione di valori fondamentali come la giustizia, l’uguaglianza e la libertà.
Promosso e sostenuto da Boorea, con il sostegno di Proges e Conad, il patrocinio della Regione, I Teatri di Reggio Emilia, diversi Comuni, e come sempre al fianco di associazioni dal grande impegno civile e culturale, come Libera, Ermo Colle e il Teatro Comunale di Casalmaggiore, il Festival vedrà anche la partecipazione della Fondazione Toscanini. Sarà infatti il Quartetto Sax della Toscanini Next, orchestra di giovani e talentuosi musicisti, a dare il “la” al cartellone con un concerto in programma il 7 luglio, serata inaugurale, nell’aia di Casa Cervi. «Abbiamo scelto il sax – spiega Alberto Triola, sovrintendente e direttore artistico della Toscanini – perché per colore, voce e timbro riesce a raccontare la memoria che fa vibrare le coscienze, aiutandoci così a ritrovarci tutti sulla stessa strada».
La “prova di Resistenza” del Festival («Perché oggi più che mai – ricorda Soliani – c’è bisogno di teatro: solo con la cultura si può seminare per un nuovo raccolto») si articola su sette spettacoli, dal 7 al 25 luglio, quando verrà servita la storica pastasciutta antifascista.
Ad aprire il Festival sarà la mostra fotografica “Tutto il mondo è palcoscenico. Volto dell’anima di Poviglio” di Matteo Colla e Daniela Dall’Aglio. Alle 21, dopo i saluti, la Toscanini Next presenterà “Note di Resistenza” con un programma musicale da Nino Rota, John Kander, Scott Joplin, Paul Desmond, George Gershwin, Andrea Coruzzi, Dave Brubeck, Astor Piazzolla. Alle 21.30 il primo spettacolo in concorso: “Segre. Come il fiume” del Teatro del Krak (Ortona), che ripercorre la vita e le memorie di Liliana Segre, sopravvissuta allo sterminio dei campi di concentramento cui le leggi razziali fasciste avevano condannato lei e la famiglia.
Al termine della manifestazione la giuria decreterà lo spettacolo vincitore del Premio Museo Cervi – Teatro Memoria (duemila euro) e il secondo premio (mille euro). La premiazione avverrà il 25 luglio alle 22 nell’ambito della Festa della storica pastasciutta antifascista di Casa Cervi (che avrà inizio alle 19.30).
Se, a causa delle restrizioni anti-contagio, quest’anno non si potrà avere un’aia straripante di persone (ingressi contingentati e prenotazione obbligatoria telefonando ai numeri 333-3276881 e 0522-678356 o scrivendo a info@istitutocervi.it), ci saranno però delle novità. Ogni serata sarà aperta da “pillole” di Resistenza pronunciate da attori e attrici, ma anche registi e critici teatrali di chiara fama: «Le loro voci registrate – spiega Giuseppe Romanetti, direttore del Teatro Comunale di Casalmaggiore e ideatore dell’iniziativa – racconteranno cosa deve fare il teatro per resistere». Al termine degli spettacoli, infine, spazio ad approfondimenti e interviste per riflettere sugli spettacoli e sul rapporto tra teatro e contemporaneità. —
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