Gazzetta di Reggio

questa sera ospite ginevra elkann  

«Una storia di famiglia dal punto di vista dei bambini»

Sandra Campanini
«Una storia di famiglia dal punto di vista dei bambini»

La regista narrerà la nascita della sua opera d’esordio “Magari”, con protagonisti Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher 

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Sandra Campanini

REGGIO EMILIA

Ginevra Elkann presenterà questa sera alle 21.30 nell’arena Stalloni il proprio film di esordio, “Magari”, interpretato da Alba Rohrwacher e da Riccardo Scamarcio.

Tre fratellini con i genitori separati, una famiglia altoborghese cosmopolita, le vacanze di Natale a Sabaudia con il padre che non vedono da anni. Tutto questo viene vissuto nel film dal punto di vista dei tre fratelli, che vorrebbero che i genitori tornassero insieme, e in particolare da Alma. Attraverso la sua narrazione, la bambina mischia elementi reali alla sua fantasia irrefrenabile, creando un mondo fantastico in cui rifugiarsi. A un primo sguardo, le vicende che Ginevra Elkann racconta hanno tutto il sapore dell’autobiografia. Due fratelli maschi e una piccola femmina sognatrice. Più due genitori separati, proprio come Margherita Agnelli e Alain Elkann. La regista però ha negato con fermezza ogni riferimento personale. «Magari si basa sui ricordi e sulla nostalgia», dichiara Ginevra Elkann.

Partiamo dalla sua passione per il cinema, pare nata quando guardava i film di Scorsese e Coppola ma anche film del passato, con il nonno. Poi gli inizi come assistente sul set de Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella. Lei ha fondato anche una casa di distribuzione – Good film – che ha portato in Italia film straordinari a partire da Dallas Buyers Club, Nymphomaniac, Locke, Anime nere, Sils Maria, Mommy, The Lobster. Come mai il passaggio alla regia?

«In realtà è da quando ho 14 anni che dico di voler far la regista. Quindi era quella la mia metà. Ma per tante ragioni ho cominciato a produrre e a distribuire e gli anni sono passati. Qualche anno fa mi sono detta, adesso o mai più, e mi sono messa a scrivere».

La sceneggiatura con una forte impronta autobiografica è stata scritta con Chiara Barzini e il film è stato montato con Desideria Rayner. Ci può dire qualcosa rispetto alla genesi del film?

«Chiara e io siamo amiche e un giorno mentre parlavamo e ci raccontavamo storie varie di infanzia, abbiamo cominciato a scrivere, e poi parlato, parlato parlato, scritto così per un anno e mezzo. Ed è nato Magari. Volevamo raccontare una storia di famiglia, una famiglia complicata, multiculturale, multi religiosa, divisa e raccontata dal punto di vista dei bambini».

Lavorare con i bambini in un film è ritenuta da molti una missione impossibile. Come sono stati trovati i tre giovani interpreti di Alma, Jean e Seba. E quanto c’è di lei in Alma?

«Oro, Ettore e Milo sono tre bambini ragazzi molto speciali. Con una poesia tutta loro. Si sono impegnati tantissimo e hanno scoperto questo mondo piano piano, essendo questo il loro primo film. Portando con loro la magia dello sguardo dell’infanzia, il gioco, il possibile sempre. Alma come me e curiosa e sognatrice. Ma molto più determinata».

Per i ruoli dei genitori aveva pensato da subito ad Alba Rohrwacher e Riccardo Scamarcio?

«Ho prima voluto trovare i bambini e poi quando li abbiamo trovati abbiamo cominciato a pensare agli adulti. Riccardo e Alba mi sembravano una copia meravigliosa. E lo sono veramente stati, attori straordinari e generosi».

Magari è stato presentato al festival di Locarno e al Torino film festival, poi doveva uscire al cinema ma a causa del Covid è uscito prima streaming su Rai Play e ora finalmente inizia la sua vita nelle sale e nelle arene. Chi vorrebbe vedesse il suo film?

«Vorrei lo vedessero tutti. Bambini, adulti, famiglie. Sono felicissima che sia nelle arene in giro per l’Italia. E che possa essere visto. Non ci speravo». —

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