Gazzetta di Reggio

la festa 

Lo scarpazzone torna a Carpineti in grande stile

Adriano Arati
Lo scarpazzone torna a Carpineti in grande stile

Degustazioni e narrazioni dedicate all’erbazzone di montagna fino al 23 agosto al Parco Matilde

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CARPINETI. Cibo montanaro, cultura, musica e voglia di raccontare. Anche nell’anno in cui la festa della scarpazzone non si terrà, l’associazione Carpineti da Vivere non rinuncia a proporre momenti collettivi pensati per unire gastronomia e intrattenimento. Al posto del classico fine settimana dedicato al tradizionale erbazzone montanaro col riso, nel 2020 arriverà “Scarpazzoniamo nel parco – Fra degustazione e narrazione”, un ciclo di eventi in programma nei fine settimana che da domani porteranno sino al 23 agosto.

Come da titolo e da consuetudine, la sede scelta è il Parco Matilde, la vasta area verde pubblica nel mezzo di Carpineti in cui troneggia una grande struttura polivalente coperta che garantisce lo svolgimento delle attività anche in caso di maltempo. Tutte le tappe prenderanno il via alle 17, con l’apertura del negozio da asporto in cui acquistare scarpazzone, casagai e gnocco fritto, oltre ai prodotti delle aziende agricole carpinetane che collaborano con “Scarpazzoniamo nel parco”. In ogni occasione vi saranno posti limitati, per rispettare le normative di sicurezza.

Si parte appunto domani dalle 17 con l’asporto, seguito alle 21 dallo spettacolo dell’attrice dialettale Silvia Razzoli in “Tempi moderni Tulemla in ridre”.

Il calendario prevede poi altri appuntamenti sabato 18 e domenica 19 luglio, con approfondimenti sul farro e sullo scarpazzone, sabato 25 luglio con un momento dedicato al pane e sabato 1 agosto con l’immancabile giornata dedicata ai cappelletti, grande argomento di dibattito in queste settimane.

L’8 agosto si parlerà di carne, il 9 agosto di pizza, dopo la pausa di Ferragosto la rassegna si concluderà sabato 22 e domenica 23 agosto con narrazioni e prove pratiche sul savurett, la classica confettura appenninica, il miele di castagno e le tante erbe spontanee dei boschi appenninici, da secoli usate in cucina e nella medicina tradizionale.

Un modo, spiegano i volontari di Carpineti da Vivere, per dare un segnale di continuità al lavoro di ricerca sul cibo iniziato da tempo: «Volevamo fare qualcosa per animare il parco di Carpineti, qualcosa di carino e in linea con la nostra filosofia gastronomica, ma anche qualcosa che facesse conoscere più a fondo gli aspetti del nostro cibo e delle nostre realtà di aziende e tradizioni. E quindi eccoci qui, con un programma di due mesi». —


 

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