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il romanzo 

Quel commissario dal cognome impegnativo che indaga sulla morte di un reggiano ebreo

Quel commissario dal cognome impegnativo che indaga sulla morte di un reggiano ebreo

Gabriele Di Giovanni propone una inchiesta del poliziotto Marino Mussolini nella Reggio delle leggi razziali 

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IL LIBRO

Un ebreo morto bruciato, negli anni Trenta delle leggi razziali, è il nuovo caso da risolvere per il commissario Marino Mussolini e la sua squadra della questura di Reggio Emilia.

Martedì 14 luglio l’autore Gabriele Di Giovanni ne parlerà al locale Macramè di via Crispi, dalle 22, in una serata dedicata alla città e coordinata da Antiche Porte editrice.

“E tutto questo per quale ragione?” (edito da Andata & Ritorno) ci racconta la vita a Reggio, città di provincia che, cullata dalla quiete prima della tempesta, anima le pagine di questo nuovo racconto con i personaggi, i posti e la gente di quel delicato momento storico italiano.

Gli studiosi sono concordi che le leggi razziali, promulgate nel 1938 dal governo, rappresentano l’inizio del lento e inesorabile declino del fascismo che portò da lì a poco il nostro Paese nella tragedia del secondo conflitto bellico mondiale.

Ma in che clima vissero gli italiani quegli ultimi anni di pace?

Questo romanzo non vuole proporre novità documentali inedite, studi specifici o avviare dibattiti, cerca piuttosto di far riflettere il lettore sulle conseguenze di un periodo così importante per la storia reggiana e nazionale.

Il romanzo scritto da Di Giovanni vuole raccontare appunto questo clima particolare attraverso i personaggi della narrazione. Le loro abitudini, la realtà quotidiana, il momento storico particolare.

«Il racconto vuole costituire un piccolo antidoto contro la perdita dei ricordi. Senza la presunzione di stabilire sentenze o fissare condanne. Cerca piuttosto d’essere un’occasione per riflettere; su come decisioni e abitudini si possano insinuare, subdole e silenziose, nella società quotidiana e poi possano, in maniera devastante esplodere portando a bestiali conseguenze», dice l’autore.

Allo svolgimento dell’indagine fa da cornice la coscienza del protagonista, il commissario antifascista Marino Mussolini, che si dibatte fra dubbi e perplessità, tra la morale del tempo e il suo senso di giustizia, il suo dovere e la prassi del tempo. Poi, come spesso accade, le indagini non seguono il percorso più logico e il loro procedere porta alla luce elementi e fatti che stupiscono il lettore e, speriamo, lo aiutino a pensare.

Dopo il successo del primo volume “Il Principe delle tenebre è un galantuomo”, le indagini del commissario Mussolini tornano nella Reggio del Ventennio per osservarne i particolari, il clima, la vita di tutti i giorni con i personaggi che la animano e la connotano, anche al di là di quello che la storia ufficiale ci ha sempre raccontato.

La serata, nel rispetto delle norme antiCovid19, prevede oltre alla presentazione iniziale del volume alcune “tappe” nel cuore di Reggio, in cui si ambientano le indagini del commissario.

È obbligatoria la mascherina e bisogna tenere la distanza di sicurezza, il firma copie inizierà già dalle 21.30, per evitare assembramenti e l’acquisto sarà possibile da quell’ora. —

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