Gazzetta di Reggio

lirica 

Anche Martina Belli nella superproduzione di Rigoletto al Circo Massimo

Giulia Bassi
Anche Martina Belli nella superproduzione di Rigoletto al Circo Massimo

Sotto la direzione di Daniele Gatti, alla cantante reggiana nelle tre serate è affidato il ruolo di Maddalena

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA  All’avvenimento musicale del momento, il Rigoletto di Verdi al Circo Massimo di Roma, prende parte anche Martina Belli nel ruolo di Maddalena.

La soddisfazione di ricominciare, si unisce a quella di poterlo fare con questa produzione che si differenzia da quella organizzate fino ad ora per essere pensata in grande, pur nell’osservanza delle norme anticovid e che si avvale della direzione di Daniele Gatti.

L’attesa è molta per questo spettacolo, dove alle prima delle tre recite, giovedì 16 luglio, sono attesi anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella e i presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Casellati e Roberto Fico.

«È un’operazione gigantesca, in un grande spazio per uno spettacolo mai fatto fino ad ora, poiché di questi tempi coloro che portano in scena un’opera lirica, lo stanno facendo con dei compromessi: ad esempio, senza regia, senza allestimento... Non è questo il caso dell’opera in scena al Circo Massimo, pur rispettando i limiti: noi, ad esempio, se cantiamo dobbiamo stare a due metri e se non cantiamo a un metro. Per il resto non ci sono altre rinunce: c’è una regia, firmata da Damiano Michieletto, e c’è un grande maxischermo. Noi siamo in scena delle telecamere che ci riprendono in diretta mentre cantiamo; sono collegate a venti video che racconteranno sogni, ricordi, fatti ed emozioni aggiungendo elementi e suggestioni alla vicenda per avvicinare gli artisti al pubblico. Per questo si mescolano diversi piani di lettura che aggiungono dettagli alla storia. In questo senso è uno spettacolo che vola via senza momenti di vuoto».

La Belli è entusiasta di partecipare alla produzione in un ruolo già più volte affrontato, ma di fatto per la presenza di Daniele Gatti è come se lo affrontasse per la prima volta.

«Durante le prove il maestro Gatti ci ha arricchiti con consigli e osservazioni molto profonde a livello sia teatrale sia musicale. La sua si sta rivelando una lettura forte e coerente, dietro alla quale c’è uno studio pazzesco. All’inizio era preoccupato per l’amplificazione che poteva limitare la possibilità di giocare con le sfumature, ma è riuscito anche a bilanciare i livelli e il risultato si sta rivelando più che soddisfacente. Anzi penso proprio che sia uno spettacolo da vedere, molto bello, e con momenti di struggimento, come il finale. Quando l’ho ascoltato, l’altro giorno dalla platea, mi è venuto il nodo alla gola».

«A proposito di Maddalena – aggiunge la cantante reggiana – una parte molto caratterizzata, Gatti mi chiede di cantarla facendo attenzione a non involgarirla per non fare uscire aspetti caricaturali e luoghi comuni. Mi ha chiesto di fare attenzione a ogni suono, e di pensare il personaggio in modo belcantista. Mi trova d’accordo: non presentandola come una virago o una volgare prostituta ma come un personaggio che cambia. La sua è una parte da “colorare” e mai da involgarire; prova dei sentimenti controversi, al di là che sia davvero innamorata del Duca».

A parte la fermata causa Coronavirus, è stato un anno stupendo per Martina Belli, coronato da personali affermazioni nell’Italiana in Algeri e al Regio di Torino dove nel dicembre scorso ha debuttato con grande successo in un’edizione particolarmente curata di Carmen, realizzata senza tagli e con i dialoghi parlati. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google