“Pitecus”, le tante vite di personaggi che si incrociano senza un vero perché
Antonio Rezza interpreta lo spettacolo di Flavia Mastrella. «Sublimi cattiverie rendono comici argomenti delicati»
Giulia Bassi
REGGIO EMILIA
«Era da tempo che volevo prendermi un anno e non fare niente, magari un viaggio nel deserto per ritrovare lo spirito d’osservazione e rigenerare la creatività. Invece è capitata questa sosta forzata, così adesso stiamo lavorando a uno spettacolo avendo avuto il tempo per rinnovarci».
Lo dice Flavia Mastrella. E non uno spettacolo sul coronavirus, le fa eco con esemplare determinazione Antonio Rezza, l’altro componente della originalissima coppia artistica.
«Non vorrei che la cultura continuasse a occuparsi di questo virus per la sconfitta delle idee autoreggenti. Non è il caso di produrre spettacoli stipendiati dallo Stato che non ha speso una parola per noi lavoratori. Mi appello all’arte, che non continui a parlare di questa ferita che ci è stata inflitta ma che sia un monito a scavare dentro noi stessi prima che gli altri scavino per noi. Mi farebbe schifo qualsiasi opera evocativa perché manca di rispetto verso le vittime, è un’arte che non offre una visione di un artista e non prende in considerazioni lo stato d’animo di chi vede. Chi ha idee autoreggenti crei usando la fantasia. Siamo “leoni d’oro” (alla carriera nel 2018) e quindi possiamo farlo quest’appello alla pulizia mentale. Non dobbiamo sentir parlare gli attori come se fosse un telegiornale; dove sta la forza dirompente dell’arte? Sarebbe come una dichiarazione d’inferiorità, purtroppo non abbiamo idee».
Non manca la chiarezza all’eclettico attore che domani, mercoledì, porta in scena ai Chiostri di San Pietro per la stagione dei Teatri (ore 21.30) “Pitecus”. Lo spettacolo è fatto di storie di tanti personaggi, un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie rendono comici e aggressivi anche argomenti delicati.
Di Pitecus, che ha visto la luce a metà anni ’90, Flavia ha realizzato i quadri che fanno da architettura e da costumi. «Danno un corpo al volto di Antonio: sono il contrario della maschera, per mostrare che ogni storia ha il suo habitat, ogni personaggio un corpetto diverso e mortificato. Colori usati a tinte piatte, gialli, verdi, azzurri, rossi, riportano al mondo dell’infanzia, alle costruzioni, alle macchie di Rorschach. Portiamo in scena 17 quadri nello spettacolo: in tutto sono 36, che manteniamo vivi come se fossero i nostri figli. Che dire, Antonio è sempre più bravo e incontenibile, la sua energia è proprio forte a livello comunicativo. Per prepararsi lavora davanti a degli specchi dove improvvisa il personaggio attraverso un dialogo di fantasia, poi si realizzano i quadri di scena che risultano tele tagliate stile Fontana o modellate pensando a Burri».
A proposito di creatività, a rivelare il nuovo spettacolo è stato lo stesso attore Antonio Rezza che parla di un film sulla Costituzione girato da Flavia Mastrella chiedendo un contributo a 150 persone (corrispondenti al numero degli articoli ) che saranno letti con la voce di un animale.
«Così ognuno di noi può usare la fantasia in maniera esplosiva».
Giovedì alle 21.30 lo spettacolo sarà in scena in Piazza Bentivoglio, a Gualtieri. —
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