Una mostra sulla natura che riprende i propri spazi
l’esposizione
Un racconto per immagini della natura cittadina nei giorni della pandemia. “La Natura non si ferma” è visitabile allo spazio bocciofila del Centro Sociale Gattaglio nell’omonima via reggiana, e raccoglie gli esiti dell’iniziativa promossa dallo stesso Gattaglio durante l’emergenza. Ad aprile è stata lanciata una chiamata rivolta a tutti gli abitanti interessati, perché raccontassero con scatti e video una primavera molto particolare, in cui fauna e flora si erano progressivamente riappropriate di spazi solitamente dominati dalla presenza umana. «Da quando tutto si è fermato osserviamo che flora e fauna stanno appropriandosi di spazi e luoghi abitati o vissuti prevalentemente dalle persone. Hai notato anche tu? Puoi fotografare o inviare brevi videoclip di ciò che noti mutato intorno a te», era l’appello del periodo. La risposta è stata buona, decine di materiali sono stati inviati e il risultato è ora visibile nell’esposizione al circolo del Gattaglio. «I venti autori sono riusciti a interpretare il tema proposto ognuno con il proprio sguardo. I tanti e lunghi giorni in cui tutto improvvisamente si è fermato, ci hanno portati a soffermarci e osservare con più attenzione il mondo circostante. Questa esposizione vuole quindi essere un mosaico delle diverse interpretazioni della natura, cresciuta imperturbabile nonostante il lockdown», spiegano i promotori.
La mostra rimarrà accessibile per tutta l’estate e servirà anche come affresco di sfondo a diverse iniziative culturali promosse dal centro sociale e dalle altre associazioni che gravitano attorno al quartiere. Il taglio del nastro dell’esposizione ha visto protagonista l’esperto ambientale Ugo Pellini, giovedì 16 luglio alle 18.30 è in programma invece la presentazione del libro “Non ci vorrà molto – 40 anni di storia reggiana” scritto dal giornalista e dj Alessandro Gandino. Ne discuteranno con l’autore Max Collini e Jukka Reverberi, voce degli Offlaga Disco Pax e chitarrista dei Giardini dei Mirò, per alcuni anni poi insieme nel progetto “Spartiti”. —
Adr.Ar.
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