Gazzetta di Reggio

Borghi da scoprire passo dopo passo

Borghi da scoprire passo dopo passo

Tra passeggiate su lastre di pietra intrise di storia e tour sulla scia degli antichi postini dell’Appennino con Visit Emilia  

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REGGIO EMILIA

Abituati come siamo a muoverci su quattro ruote, anche solo l’idea di poter o dover raggiungere una meta contando solamente sulle nostre gambe suona fantascientifica. La verità è che affrontare un’escursione passo dopo passo offre la prospettiva di un tuffo a capofitto in sensazioni inconsuete, forse addirittura amplificate dalla consapevolezza di non avere altro modo per arrivare al traguardo. Tra passeggiate su lastre di pietra intrise di storia e tour sulla scia degli antichi postini dell’Appennino; Visit Emilia (www.visitemilia.com) raccoglie un pugno di possibilità per chi voglia non solo scoprire autentici gioielli dell’area compresa tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia ma anche riprendere confidenza con l’opportunità – unica, in qualsiasi accezione – di farlo a piedi.

Il Monte Cusna

Il Gigante, l’Uomo Morto o il Dormiente: in qualunque punto dell’immaginario popolare si voglia porre l’accento, il profilo della cima del Monte Cusna è una delle più imponenti suggestioni naturali del Parco Nazionale. Per raggiungerlo, si parte da Febbio a piedi e ci si inoltra lungo un sentiero che si insinua negli splendidi colori di un bosco a faggeto per poi sfociare nella valle glaciale del Passone. Da qui, si intravede la croce a canne d’organo in cresta che risuona grazie al senso musicale del vento ma che è solo una tappa sul cammino per la vetta, alla quale si giunge conquistando il Monte La Piella e aggirando il Sasso del Morto. Altrimenti sempre da Febbio si può salire con la seggiovia. Da non perdere: arrivati fin quassù, a oltre 2.000 metri, dopo circa 3 ore e mezza di cammino, la ricompensa immediata e impareggiabile è lo straordinario tramonto in quota, che si gode ancora meglio optando per una discesa a piedi nell’orario in cui il sole si ritira.

Roccaferrara

Una volta raggiunto il parcheggio sotto il borgo, le gambe diventano l’unico mezzo possibile per raggiungere Roccaferrara Superiore, nel Parmense, uno di quei luoghi preziosi custoditi dal Parco dei Cento Laghi, dove natura e pietra si intrecciano con la storia. Camminare lungo il selciato significa ripercorrere una vicenda che affonda le proprie radici nel XIII secolo e si lega al nome della famiglia Rossi, la quale certamente non avrebbe mai immaginato il destino di spopolamento di un paese che oggi si riempie di vita principalmente d’estate. Da non perdere: trovandosi da queste parti, sarebbe un peccato non cogliere l’occasione per una visita a Corniglio, tra la Val Parma e la Val Bratica, un bijoux per il castello del XIII secolo e la Chiesa dell’Assunta.

I mulini e il Giro del Postino

Camminando lungo il Sentiero del Tidone (Piacenza), pare quasi che il percorso racconti la tradizione dei mugnai. Camminando tra gli antichi mulini lungo il corso del torrente omonimo, ben si intende l’importanza dell’attività molitoria di cui queste strutture, risalenti generalmente intorno al XV secolo, sono oggi il simbolo silenzioso. Dei 50 che si incontrano, quello del Lentino ospita un museo visitabile su prenotazione. A proposito di antichi mestieri, chi affronta il “Giro del Postino” nella verdeggiante Val Boreca non può non immedesimarsi coi portalettere che scarpinavano per assicurare la corrispondenza a borghi allora non raggiunti da strade carrabili. Da non perdere: se i vini Doc piacentini sono il perfetto abbinamento con un tour tra le macine, i tradizionali pin – gnocchetti a base di erbette e ricotta – forniscono l’apporto calorico necessario per la prossima salita. —

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