“Biglietto responsabile” per gli spettatori del Teatro Sociale
Tre le fasce di riduzione rispettivamente da 2, 4 e 8 euro ma anche ticket da 20 a 100 euro a sostegno della cultura
REGGIO EMILIA
Oltre alla programmazione sempre originale e appassionata, il Teatro Sociale di Gualtieri si distingue in questo 2020, anno eccezionale sotto molti punti di vista, a partire da una riflessione sugli orizzonti incerti sul piano economico. Per questo al Teatro Sociale è stato introdotto il “biglietto responsabile” che vuole essere uno strumento agile ed elastico, da un lato per provare a tenere connessa e vicina la comunità di persone che costituisce il pubblico del Teatro Sociale di Gualtieri (e potenzialmente per ampliarla), e dall’altro per cercare di dare sostegno al teatro stesso. «I biglietti tradizionali – ci spiega Rita Conti, responsabile della comunicazione – vengono rimpiazzati dai biglietti responsabili che vengono scelti direttamente dagli spettatori in fase di acquisto e si dividono in tre categorie. Da una parte ci sono le riduzioni, che potranno essere scelte da chi è stato colpito più duramente dalla crisi economica innescata dal coronavirus (coloro che hanno perso il lavoro, coloro che sono ancora in cassa integrazione, gli esercenti e gli imprenditori che hanno dovuto chiudere la loro attività). Per tutti costoro, abbiamo pensato a tre fasce di riduzione da 2, da 4 e da 8 euro. Nel mezzo c’è il biglietto intero. Dall’altra ci sono le maggiorazioni, ovvero i biglietti responsabili pensati per il sostegno all’attività del Teatro Sociale di Gualtieri, che come tutte le attività culturali (e dello spettacolo dal vivo in particolare) in questo momento rischia di subire un contraccolpo pesantissimo dalla crisi economica che si è aperta. Abbiamo pensato a varie fasce di sostegno attraverso il biglietto, da 20 a 100 euro».
Intanto nell’ambito della stagione “Celeste Cobalto” partono i concerti inseriti in “Fuoriuscite”: Palazzo Greppi questa sera sarà teatro di Mescarìa (termine che nasce dalla fusione tra “mmesca” che significa “mescolare”, e “aria”) il nuovo progetto di tre membri della Baro Drom Orkestar, strumentisti con alle spalle numerose esperienze di world music e tradizionali, che hanno dato il via ad un percorso di ricerca comune volto a riscoprire le tradizioni musicali del Sud Italia di cui fa da tramite la giovane cantante lucana Arianna Romanella. Inizia così un viaggio musicale che partendo da Sud, ne attraversa l’anima, passando da Campania e Puglia, facendo sosta in Basilicata, per poi uscire dallo Stivale sino a toccare Africa e Balcani. In questo moto di raccolta di storie e sonorità mediterranee le tarantelle urbane e i canti in lingua romanè arrivano a incontrare gli arrangiamenti dell’udu, strumento a percussione cerimoniale proprio dei popoli Igbo e Hausa in Nigeria. —
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