“In Maggiore”, dialogo musicale tra Paolo Fresu e di Bonaventura
Una tromba e un bandoneon d’eccezione questa sera ai Chiostri di San Pietro Viaggio in Sudamerica senza dimenticare il valzer della Bohéme di Puccini
REGGIO EMILIA
Si intitola “In Maggiore” il concerto che Paolo Fresu alla tromba e flicorno e Daniele di Bonaventura al bandoneon terranno questa sera alle 21.30 nella cornice dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia per il Festival Mundus. Biglietto d’ingresso 5 euro con prenotazione obbligatoria su www.iteatri.re.it, info 0522/458854 e 0522.458811, mail biglietteria@iteatri.re.it. I biglietti sono anche in vendita su VivaTicket. L’evento è realizzato in collaborazione con Comune e Palazzo Magnani nell’ambito del cartellone Restate 2020.
Dopo essersi incontrati nei concerti del magistrale Mistico Mediterraneo creato insieme al celebre ensemble vocale corso A Filetta e pubblicato poi su disco dalla Ecm, Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura hanno scoperto una profonda affinità sviluppando una poetica comune in diverse esibizioni dal vivo tra cui il progetto concertistico ispirato a Corto Maltese, l'indimenticabile personaggio delle avventure a fumetti disegnate da Hugo Pratt.
Sono queste esperienze ormai quasi decennali ad averli portati all'idea di incidere in duo, per esplorare una dimensione espressiva più intima in cui il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano cercano e ritrovano la poesia dei piccoli suoni e di un gesto musicale non magniloquente ma proprio per questo ancora più espressivo e significato in un'epoca di crescente rumore e pressione acustica.
Il racconto si dipana in questo loro concerto senza soluzione di continuità attraverso composizioni originali, improvvisazioni e melodie che fanno parte della memoria musicale di ciascuno di noi.
Gli echi classici della cadenza d'apertura lasciano al posto alla ninna nanna bretone che ha ispirato “Ton Kozh” di Fresu; l'orizzonte si allarga con un dolceamaro episodio latino-americano in cui alla malinconica “O Que Sera” di Chico Buarque de Hollanda si aggiunge sorprendentemente una coda basata sull'inno della resistenza cilena “El Pueblo Unido Jamas Sera Vencido”, quasi un preludio alla “Te Recuerdo Amanda” che seguirà: Fresu dimostra qui un infallibile istinto da improvvisatore nell'estrarre il succo fondamentale di un brano delineandone il profilo melodico con pochi tratti essenziali.
Attraverso Brasile, Cile e l'Uruguay di “Se Va La Murga” di Jaime Roos il repertorio del disco gira, senza toccarla, attorno alla tradizione bandoneonistica argentina cui di Bonaventura, originariamente pianista, si è ispirato per l'adozione del suo nuovo strumento; “Te Recuerdo Amanda”, la canzone dedicata alla madre dal cantautore cileno Victor Jara, poi torturato e ucciso dai generali golpisti, ha un particolare significato per il duo essendo legata indissolubilmente per il duo al momento in cui l'hanno interpretata in Cile di fronte a oltre 6.000 persone che dopo le prime note si sono alzate silenziosamente in piedi, in omaggio a quello che è diventato una specie di inno nazionale ufficioso del Cile post-dittatura.
Asciutta e non sentimentale l'evocazione di atmosfere quasi felliniane o addirittura del cinema dei telefoni bianchi della “Non Ti Scordar Di Me” (1935, Beniamino Gigli). “Apnea”, ancora di Fresu, colpisce per il titolo chiaramente in contraddizione per un disco in cui il respiro gioca una parte così importante, ed è ispirata all'omonimo drammatico romanzo di Lorenzo Amurri sul ritorno alla vita di un musicista che attraversa l'esperienza del coma dopo un gravissimo incidente sulle piste da sci.
Il tenero valzer della Bohéme di Giacomo Puccini “Quando m'en vo soletta per la via” esce dal teatro per tornare in sala da ballo, mentre il “Kyrie” composto da di Bonaventura rimanda alle atmosfere ieratiche del disco con il coro corso.
Il brano originale di Fresu “In Maggiore” dà il titolo all'album e al concerto e lo conclude con una serie di intervalli appunto maggiori, dal colore raramente usato nel jazz e rimandano all'atmosfera di apertura. —
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