“La lezione di Morandi”, in mostra i reggiani Gandini, Olivi e Cantoni
A Grizzana, sull’Appennino bolognese, la nostra città è presente con tre artisti che frequentarono il grande pittore del ’900
Giovanni Guidotti
GRIZZANA (BO)
“La lezione di Morandi” è il titolo della mostra, inaugurata nei giorni scorsi a Grizzana, cittadina dell’Appennino bolognese, in cui anche Reggio è presente attraverso alcune opere di tre suoi artisti: Gino Gandini, Bruno Olivi e Anna Cantoni. In questo luogo di collina per molti anni, nei mesi estivi, ha soggiornato e tratto ispirazioni per le proprie tele Giorgio Morandi, scomparso nel 1964, originario del capoluogo emiliano-romagnolo, riconosciuto come uno dei più importanti pittori del ‘900.
A lui l’amministrazione locale ha voluto dedicare questa iniziativa, giunta alla seconda edizione, allo scopo non solo di conservarne il ricordo, ma soprattutto di valorizzare un aspetto importante della sua eredità artistica, legato alla lunga attività di insegnamento (dal 1930 al 1956) presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Anche Gino Gandini (1912-2001), Bruno Olivi (1926-2016) e Anna Cantoni (1919-1999) frequentarono, insieme a molti altri come Mandelli, Rossi, Contini, Minguzzi e De Vita, le lezioni sulle tecniche di incisione tenute da Morandi, che oltre a fornire le necessarie nozioni sulle modalità di esecuzione cercava di stimolare negli studenti una ricerca individuale, al di fuori di schemi prestabiliti riconducibili all’idea di “scuola” o di “bottega”. Lo stile personale degli autori si evidenzia infatti con chiarezza nel percorso espositivo, realizzato a cura di Angelo Mazza, Mirko Nottoli e Alberto Rodella nei Fienili del Campiaro, antichi edifici rurali spesso rappresentati nei dipinti morandiani, all’interno dei quali è stato allestito, grazie a numerose donazioni, un museo dedicato agli allievi dell’artista e docente bolognese dove si possono ammirare, tra le altre, le opere “Morandi” di Gandini; “Senza titolo”, “Figura” e “Composizione” di Olivi, “L’albero spezzato”, “Lungo il corso della Ghiara”e “Il parco della villa” di Cantoni. L’ambizioso e meritorio progetto del Comune appenninico, che per rendere omaggio all’illustre maestro ha assunto nel 1985 la denominazione di Grizzana Morandi, proseguirà nei prossimi mesi con l’obiettivo di arricchire l’attuale museo, recuperando mediante ulteriori donazioni le opere di altri studenti dell’Accademia che si sono affermati in campo artistico. «Guardando i quadri dei suoi allievi – scrive Mirko Nottoli nel testo di presentazione del volume dedicato all’iniziativa – non si troverà Morandi perché Morandi non è nei loro quadri; è nelle loro vite, nei loro cuori, nelle loro menti». —
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