Ritorna il Festival Sesto Rocchi protagonista la musica da camera
Si parte questa sera con il Quartetto Adorno nella chiesa del castello di San Polo Sono in tutto quattro gli appuntamenti, l’ultimo sabato nel segno di Beethoven
San Polo d’Enza
Ritorna, puntuale come sempre, nel pieno dell’estate a San Polo il Festival Sesto Rocchi. Ad inaugurarlo il Quartetto Adorno che conosciamo in quanto ha conquistato il terzo posto all’ultima edizione del Premio Borciani. Tutti i concerti si terranno nella chiesa del castello di San Polo d'Enza alle ore 21 L’ingresso è libero ma è obbligatoria la prenotazione ad uno dei seguenti indirizzi mail: sestorocchifestival@gmail.com oppure biblioteca@comune.sanpolodenza.re.it
«Veniamo tutti gli anni a San Polo per incontrarci con Antonello Farulli e gli altri docenti, Andrea Nannoni e Miguel Da Silva in quanto ci sentiamo legati a loro da quando frequentavamo l’Accademia del Quartetto di Fiesole – spiega il secondo violino reggiano Liù Pelliciari–. In realtà ci siano conosciuti a Cremona ma abbiamo cominciato a lavorare insieme a Fiesole proprio con Antonello Farulli e da allora continuiamo a studiare insieme, a fare concorsi e concerti».
Tra l’altro proprio l’Adorno inaugurerà questa sera alle 21 il festival che sarà dedicato a Piero Farulli a un secolo dalla nascita.
Tra oggi e sabato 1° agosto, la manifestazione ospiterà anche il Quartetto Felix, Premio Sinopoli dell’Accademia di Santa Cecilia, il giovanissimo Quartetto Florens, quindi Stefano Farulli, Christophe Giovaninetti, Tiziano Mealli, Andrea Nannoni, Giulio Potenza, Andrea Repetto, Mauel Zigante.
Sarà un’edizione speciale che così viene presentata dagli organizzatori: «Il presidente Franco Prodi e il direttore artistico Antonello Farulli sono fieri di annunciare la XIII edizione del Sesto Rocchi Open Chamber Music Festival, per l’occasione Covid-19 Edition. Il Festival, in questa particolare versione, si unisce a tutte le realtà che coraggiosamente si pongono come dovere morale e sociale di ristabilire un contatto tra gli artisti e il loro pubblico dopo il difficile periodo che abbiamo vissuto».
Il Quartetto Adorno questa sera si cimenterà nel primo Quartetto di Mozart, l’op.80, e nel Quartetto op.130 di Beethoven con il finale originale e vale a dire la Grande Fuga op.133.
«Il primo quartetto – spiega Liù Pellicciari – è un meraviglioso gioiello, l’altro un colosso infinitamente impegnativo. Nei mesi scorsi prima della sosta per il coronavirus avevamo incominciato in numerose città italiane l’esecuzione integrale del quartetti beethoveniani che contiamo di riprendere; l’abbiamo fatto a Lucca, Vercelli, al Bellini di Catania, Cagliari e Venezia; in settembre saremo anche al Festival Musikamera a Como e al Festival di Urbino. Per lo più lo facciamo in tre anni, in ogni caso affrontiamo due concerti vicini comprendenti magari se o sette quartetti. Non andiamo in ordine cronologico, ma scegliamo sempre un lavoro dei primi anni, uno del periodo medio e uno degli ultimi. I primi – conclude Pellicciari – presentano una musica delicata: fanno sentire Haydn ma a volte inaspettatamente rivelano un grande carico di modernità e gli ultimi sono di una difficoltà pazzesca come se fossero un concerto per strumento solista».
Il festival prosegue domani sera sempre alle ore 21 con il concerto del duo violino e pianoforte Stefano Farulli e Giulio Potenza. Venerdì la serata s’intitola “I giovani per un giovane: in memoria di Matteo Prodi” e suoneranno il Quartetto Florens con Stefano e Antonello Farulli. Sabato 1° agosto, per un programma tutto beethoveniano, saranno invece di scena Tiziano Mealli, Christophe Giovaninetti, Andrea Nannoni, Stefano Farulli, Andrea Repetto, Antonello Farulli e Manuel Zigante. —
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