Due quadri di Antonio Ligabue sotto il segno della maternità
La collezione si arricchisce con “Ritratto di Cesarina Aprici” e “Le due madri” Dal desiderio di una donna d’amare al rimpianto di una madre mai conosciuta
Gualtieri
La casa-Museo Antonio Ligabue di Gualtieri – con sede in via Giardino 27 – aggiunge due nuovi quadri alla propria collezione: “Ritratto di Cesarina Aprici” e “Le due madri”, due opere che raccontano molto della storia e della personalità dell’artista di fama internazionale. «La scelta della Casa-Museo nell’aver voluto proporle ai visitatori in contemporanea – spiega il direttore della Casa Museo, Giuseppe Caleffi – non è stata casuale: in queste due opere del 1961, per le quali vogliamo ringraziare il presidente della Fondazione Antonio Ligabue di Parma Augusto Agosta Tota per la paziente ricerca, Ligabue si propone a noi come uomo semplice e puro di cuore, teso alla ricerca di una normalità che le vicissitudini della sua vita gli hanno sempre impedito. Il desiderio di una donna d’amare e sposare e il rimpianto di una madre mai conosciuta. Il rapporto tra Cesarina e Ligabue” sembra quasi riportarci al “Dolce stil novo” dove Cesarina è la “sua” Beatrice, idealizzata e irraggiungibile. Il ritratto di Cesarina Aprici è una poesia dipinta. La donna amata è posta al centro del quadro, seduta, in posa verrebbe da dire,c on un vestito tutto fiorito, contrastante con le greche dello sfondo che sembrano barriere, squarciate solo sulla destra dalla sua Svizzera lontana».
L’opera sarà posta proprio nella camera da letto (oggi nella disponibilità della Casa-Museo) dove Ligabue dormiva presso la locanda “Crocebianca” per poter essere sempre vicino alla donna amata e dove dipinse il quadro: a tutti gli effetti, si tratta di un ritorno.
Quella di Cesarina è una figura fondamentale nella vita del tormentato artista: a lungo, Ligabue – tra una richiesta di matrimonio e l’altra – le ha chiesto il tanto agognato “bès”, senza mai ottenerlo, episodio dal quale poi l’attore Mario Perrotta ha allestito il famoso spettacolo che ha avuto tanto successo negli anni scorsi. Questo amore tormentato è stato anche celebrato da una canzone dei Nomadi, scritta da Augusto Daolio, dal titolo “Dammi un bacio”, che racconta proprio l’amore di Toni per Cesarina, ben spiegato nella strofa “Ligabue, naso d’aquila, urla al cielo la sua pena, Cesarina, per favore, voglio un bacio, dam un bes”. Alla stessa Cesarina, inoltre, Ligabue affidò in punto di morte le medaglie di due mostre alle quali partecipò nel 1961 e nel 1964, rispettivamente quella della “Barcaccia” di Roma che lo rese celebre al grande pubblico e la “Triglia d’oro” allestita a Marina di Carrara.
Nel quadro “Le due madri”, invece, Ligabue affianca a una madre con bambino in braccio una mucca con vitellino. La scena è ambientata in una stalla, e il dipinto richiama la maternità più come evento naturale che trascendentale, il simbolismo raggiunge forse qui il suo punto più alto, ponendo le due maternità sullo stesso piano. Troviamo poi in questo dualismo un uomo che si abbandona alla dolcezza della madre immaginando la propria amata, quella donna che non ha mai avuto nell’arco della sua vita.
I quadri potranno essere ammirati da oggi 1° agosto al 18 ottobre tutti i giorni escluso il martedì, con prenotazione al 333/6546098, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30. —
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