Gazzetta di Reggio

Viaggio nei musei dell’Appennino

Viaggio nei musei dell’Appennino

Tre percorsi per scoprire altrettante meraviglie archeologiche e architettoniche fra Reggio Emilia, Parma e Piacenza

3 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia

Sebbene sia di per sé un’esposizione a cielo aperto, il ramo d’Appennino che tocca le province di Reggio, Parma e Piacenza custodisce veri e propri musei disseminati sul territorio. Tra impressioni bizantine e racconti di resistenza Visit Emilia, all’interno del progetto di collaborazione con la Gazzetta, ha raccolto tre suggerimenti per chi ha ancora voglia di lasciarsi sorprendere.



1 Inaugurato nel 2018, il Museo lapideo della Pieve di San Vitale (Reggio) raccoglie reperti provenienti dall’area archeologica circostante. Si tratta di ornamenti risalenti all’VIII secolo, capitelli decorati, calchi di fregi, vasi antichi e la mensa d’altare della Pieve stessa, consacrata nel 1145. Adiacente al museo si trova la Pieve e l’ostello-ristoro che vi aspettano per una golosa sosta. Da qui, gli escursionisti desiderosi di lasciarsi sorprendere possono avventurarsi in quel tratto del Sentiero Spallanzani che prende il nome di Sentiero Dorato. Seguendo il crinale in un alternarsi panoramico di montagne e piccoli paesi, si arriva fino al Castello di Carpineti per poi proseguire, volendo, fino al Monte Fosola. Per quanto la passeggiata non sia particolarmente impegnativa, chi si inerpica per questi luoghi avvertirà senza dubbio l’esigenza di riempire lo stomaco con qualche specialità del posto, tra le quali non si possono non citare tortelli alle ortiche, casagai fritti nello strutto, scarpazzone, gnocco fritto e salumi montanari.



2 Anche se le dimensioni ridotte del paese contribuiscono ad amplificare l’impressione d’imponenza, il Seminario Vescovile di Bedonia (Parma) è in effetti un colosso neoclassico adagiato sulle colline del parmense. Il maestoso colpo d’occhio anticipa la ricchezza di ciò che la struttura custodisce: tra le mura del complesso, edificato a metà ‘800, sono ospitati ben 10 musei, che sembrano tendere nel loro insieme un ponte tra terra e cielo. Alla Pinacoteca Parmigiani – raccolta di circa 80 dipinti storici – si aggiungono l’opera omnia di Romeo Musa, il centro studi Casaroli, il fondo documentario Opilio Rossi, il centro di documentazione sull'emigrazione, la mostra della devozione popolare, il museo archeologico, il museo di storia naturale, il planetario e due biblioteche. Da non perdere: A pochi chilometri da Bedonia, in Alta Val Taro, altra costruzione su cui posare gli occhi, dopo aver assaggiato la tradizionale torta d’erbe, è il Castello di Compiano, sede del Museo Internazionale Massonico.



3Situato in una località d’alta collina di enorme valore simbolico per la storia partigiana della provincia, il Museo della resistenza piacentina di Sperongia di Morfasso (Piacenza) è ospitato nei locali che furono sede dell’Intendenza della Divisione Val d’Arda. Disposta su due livelli, la struttura espone cartelloni informativi su protagonisti e avvenimenti salienti della lotta al nazifascismo, cimeli di guerra e documenti del Comitato di Liberazione Nazionale. I visitatori si immergono nel passato e approfondiscono le vicissitudini del movimento grazie a supporti che consentono di visionare contributi fotografici, documenti, testimonianze video, filmati d’epoca e interviste. Fuori dal museo, il sentiero partigiano ‘Giovanni lo Slavo’ consente di raggiungere luoghi iconici come i punti di vedetta e la tristemente nota “grotta dell’eccidio”.

Da non perdere: Uscendo dall’itinerario tematico, sono d’obbligo le deviazioni verso il borgo di Vigoleno e il sito archeologico di Veleia Romana e la Diga di Mignano. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google