Gazzetta di Reggio

L’intervista 

Il Centro teatrale Étoile riparte grazie a una lauta donazione

Giulia Bassi
Il Centro teatrale Étoile riparte grazie a una lauta donazione

Il direttore artistico Daniele Franci pronto a presentare nuovi corsi e spettacoli «Abbiamo ricevuto 17.335 euro da una cordata di amici, genitori, allievi» 

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REGGIO EMILIA

«Si riparte indubbiamente con una certa ansia ma fiduciosi perché incominciamo da un dato di fatto che ci sta dando conforto e sicurezza: da una donazione che mai ci saremmo aspettati di ricevere in così poco tempo e da tanta gente e che ci dà la possibilità di poter provare a riprogettare un futuro per la nostra associazione che quest’anno compie 21 anni. Sono esattamente 17.335 euro: un grazie che vogliamo dire alle più di 100 persone che hanno scelto di darci un contributo». Così Daniele Franci, direttore artistico del Centro Étoile, pensando all’appuntamento del 5 settembre, quando nella sede di via Fratelli Cervi 103 (ore 17.30) presenterà i corsi.

«Per noi – prosegue Daniele Franci – il 5 settembre sarà una data molto importante: perché rappresenta il momento di ricominciare, di ripartire. Credo che, soprattutto dopo questi mesi di distanziamento sociale oggi il teatro abbia un ruolo fondamentale per riprendere coscienza di un distanziamento che è fisico e non sociale. Capisco che alcuni abbiano paura, come vedo i bambini e le bambine che hanno il desiderio più grande di ritrovarsi e creare nuove relazioni. Il teatro diventa veicolo di nuove relazioni e di un raccontarsi di cui oggi abbiamo davvero bisogno».

I corsi si terranno in una sede che nei mesi di pausa forzata è stata “riqualificata” e con una programmazione in cui i docenti hanno “progettare l’incertezza”.

«Anche perché la vedo ancora lunga prima di poter dire che “non ce n’è di Covid”. Abbiamo continuato il nostro dialogo con i dirigenti scolastici delle scuole nostre partner e con loro spero di condividere l’importanza di riattivare i lavoratori di teatro nelle scuole che oggi, forse presuntuosamente posso dirti che saranno fondamentali come imparare l’italiano o la matematica. Con il teatro si imparano le emozioni e ci si racconta».

Il Centro compie 21 anni: è un bel traguardo.

«Assolutamente. Dopo aver fatto di Etoile la mia professione e una gran parte della mia vita, oggi avremo bisogno di tutti e di recuperare quello spirito solidaristico che ci ha visto, soprattutto in Emilia, essere resilienti».

Come sarà l’apertura dell’anno accademico?

«Per noi significa presentare il termine della stagione 2020 durata poco più di otto mesi e pensata appositamente per il periodo che abbiamo vissuto e l’inizio della nuova stagione 2020/21. È stata una scelta ben precisa quella di suddividere le due stagioni e di creare per il 2020 una stagione ad hoc. La necessità era di parlare di quello che stavamo vivendo, d’altro canto il teatro ha anche questa come principale finalità. “D’istanti Di-Stanze” è il titolo della stagione che tra pochi giorni chiuderemo con l’ultimo spettacolo intitolato proprio “D’istanti Di-Stanze”, in occasione dell’evento di apertura della stagione del teatro Tagliavini di Novellare dal 4 all’11 ottobre e che vedrà il teatro aperto quasi 24 ore al giorno».

Come è nata l’iniziativa di solidarietà?

«Nei giorni della chiusura, pur lavorando da casa e in videoconferenza, le bollette continuavano ad arrivare. Siamo andati avanti così peru n mese e mezzo poi, dopo aver ricevuto l’ennesima fattura di luce e gas con la sede chiusa da più di 40 giorni, abbiamo pensato di chiedere aiuto ai nostri amici, agli amici di Etoile. Da quel momento si è attivata nell’immediato una rete di amicizie e contatti che mai ci saremmo aspettati, da Italia, Francia, Olanda, Svizzera, Spagna. Tutte le persone che avevamo conosciuto, i partner storici di Etoile, gli allievi della scuola di teatro, i genitori dei più piccoli, tutti si sono adoperati per aiutarci. Una soddisfazione immensa, ma una responsabilità non da poco. Siamo andati avanti. Adesso c’erano le condizioni per poter almeno iniziare a progettare qualcosa di nuovo». —





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