“Ferite, vizi e virtù” intrecciati da Antonella De Nisco
Apre oggi pomeriggio (ore 18.30) la mostra-installazione dell’artista reggiana Un percorso affascinante nella Rocca dei Rossi a San Secondo Parmense
REGGIO EMILIA
Si inaugura oggi alle 18.30 nella Rocca dei Rossi del Comune di San Secondo Parmense (Pr), la mostra/installazione dell’artista reggiana Antonella De Nisco, “Ferite, vizi e virtù”, a cura di Quadrilegio. La mostra sarà visitabile fino all’8 dicembre il sabato e la domenica dalle 10 alle 18. Obbligatoria, per le norme anti-Covid, la prenotazione: everelina@virgilio.it, casanebbia@gmail.com, 0521/ 871500, 328/ 8440225.
Antonella De Nisco si definisce “fiber artist and educator”, tuttavia è molto difficile inserirla in un’unica categoria, professionale e artistica. L’intreccio, i materiali “poveri”, le persone sono i tre elementi che caratterizzano tutta la sua produzione.
Il tema
La mostra che si inaugura oggi ruota attorno al tema della “ferita”, interpretata nella sua accezione più umana, legata alle sofferenze personali, ma anche investita di un significato metaforico, riferito alla storia dei luoghi, che sopravvivono nonostante l’indifferenza o l’incuria e, continuando a stupirci, ci invitano a prenderci cura di loro. Nel cortile d’onore ci accoglie una Ferita/feritoia che allude a un passaggio/spiraglio e che si configura come grande opera tessile fatta di sacchi di juta rammendati e intrecciati con filati vari e midollino.
Negli spazi circostanti le altre opere, come TESSIpanni, leggerissima installazione lunga dieci metri, costituita da una serie di antichi battipanni che intrecciano l’aria con un delicato filato di cotone bianco. A seguire vi sono gli Ascolti, piccole orecchie/imbuti intrecciati con midollino, come fossero delicati organi sensoriali del palazzo, che chiede di essere ascoltato, tutelato, valorizzato.
Il percorso
Nel grande e affascinante salone affrescato, troviamo l’inedita installazione site specific, Vizi e Virtù, composta di sette opere che illustrano ciascuno come ogni virtù, portata all’eccesso, possa tramutarsi in vizio.
Lungo il percorso espositivo, sospesi o gentilmente appoggiati, incontriamo le altre opere: VENsasso, un grande sasso leggero; Boom, innocua palla di cannone; CappellOAurora, appeso come un sole che sorge; Cuori, fiori e fioretti, 21 disegni, realizzati con penna e stoffa, ricordo di abecedari infantili come le lettere dell’alfabeto da imparare e i sacrifici da fare; Legni dipinti, appoggiati su un lungo tavolo, con disegni di tane, spiatoi, riposatoi, altro; su una grande scrivania si può consultare l’ERBARIO con parole, disegni e stoffe cucite; La Lettura, involucri per meditazioni, sedute per volgere lo sguardo verso uno SPIAfavole ancora da scoprire, tra gli affreschi del palazzo; Trama d’autore, un lungo arazzo di frammenti cuciti e mai terminati; CHIARAstella, intreccio che filtra e diffonde la luce; INGINOCCHIATOIOD’ARTE per tutte quelle opere-preghiera che sono spiritualità regalata all’umanità; infine il video Feritoie: passaggi feriti testimonianza di un work che solleva lo spirito e TRAorme che ci indicano di camminare alti sulla terra. —
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