L’Appennino dipinto da Bellobono presentato al Rifugio Bargetana
LIGONCHIO
Da diversi anni il lavoro di Angelo Bellobono si concentra sulle montagne del Mediterraneo – concepito come grande lago incastonato tra le vette che lo circondano – e sull’Appennino, che con i suoi 1201 km rappresenta la colonna vertebrale orografica del nostro Paese. Si chiama appunto Linea Appennino 1201 il libro d’artista del pittore pubblicato dalla Collezione Maramotti che verrà presentato oggi alle 15.30 al Rifugio Bargetana di Ligonchio. Il libro raccoglie una selezione delle pagine delle riviste dipinte dedicate e ispirate da Bellobono all’Appennino, opere in cui dei magazine di arte contemporanea diventano supporto ideale per accogliere la necessità del gesto pittorico e del pensiero immaginifico.
Nel 2018 l’artista ha percorso a piedi la dorsale appenninica, dal limite meridionale del Pollino/Dolcedorme fino al Monte Maggiorasca in Liguria; il rapporto diretto con la natura e l’attraversamento del paesaggio hanno generato visioni confluite in quadri, scritti, riviste dipinte e questo nuovo libro d’artista. Nel volume l’artista restituisce la sua relazione corporea e mentale con il paesaggio, le sue creste, i suoi cieli, le sue terre – raccolte e mescolate con la pittura – le molte tracce di animali e le rare presenze umane: l’essenza stessa dell’incontro con la natura, dunque con se stessi. In un costante percorso di esplorazione denso di sensazioni, memorie e connessioni attivate a partire da territori perlopiù ignorati, Bellobono riflette sull’Italia interna e alta per costruire futuri possibili, realizzando diari di viaggio “artistico-ritualistici” in cui si fondono l’esperienza fisica della natura e la materia della pittura. Sabato l’artista presenterà il libro in conversazione con Elisa Del Prete, curatrice e autrice che da tempo segue la sua ricerca. —
G.B.
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