Gazzetta di Reggio

La rassegna 

“Musica da camera con vista” tocca al Quartetto Prometeo

Giulia Bassi
“Musica da camera con vista” tocca al Quartetto Prometeo

L’ensemble, che chiude il ciclo, si esibisce oggi nel Salone dei Principi a Correggio Il musicologo Bietti: «L’obiettivo è valorizzare le giovani formazioni di talento»

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REGGIO EMILIA

Con il concerto del Quartetto Prometeo oggi pomeriggio alle 18.30 nel Salone dei Principi di Correggio, si chiude il ciclo di “Musica da Camera con vista”, organizzato dagli Amici del Quartetto “Guido Borciani”.



La musica proposta dai giovani quartetti in questo progetto, veniva commentata, contrappuntata da Giovanni Bietti, pianista, musicologo, critico apprezzatissimo per la chiarezza espositiva e la profondità delle riflessioni. «Giunti alla fine delle 12 puntate – dice Giovanni Bietti – siamo molto contenti per la bella esperienza che ha visto la collaborazione con Rai 5 e per una piccola associazione è stato francamente un bel successo. L’intento alla base della manifestazione da sempre l’idea di valorizzare il repertorio e le giovani formazioni. Tra l’altro in Italia c’è un fermento notevole di giovani che suonano sempre meglio e noi ad alcuni di loro abbiamo offerto la possibilità di suonare. Questa è una grande opportunità per loro».



Il concerto di oggi pomeriggio chiude il progetto e rientra in un gruppo di tre comprendente il Quartetto Mitja che si è esibito a Gualtieri, e il Quartettocmantova di scena ieri ad Albinea.

Merito dell’iniziativa, oltre a quella di promuovere i giovani quartetti, è anche quello di far conoscere alla platea del pubblico televisivo alcune delle bellezze turistico-culturali della nostra regione.

«In queste 12 puntate – conferma il maestro Bietti – per un’iniziativa completa dal punto di vista artistico e didattico, siamo riusciti a coprire tutto quanto il repertorio dalle musiche di Mozart e Haydn fino al ‘900. Mancava il tardo romanticismo e l’ultimo Beethoven che verrà proposto dal Prometeo. Nel primo dei tre concerti sono stati eseguiti il Quartetto di Debussy e quello di Ravel che si specchiano l’uno nell’altro; nel successivo il Quartetto n.2 di Brahms. Chiudiamo con il Quartetto op.131 di Beethoven che con i suoi in sette movimenti collegati tra loro è forse il pezzo più alto di tutto il repertorio quartettistico».



Protagonista una blasonata formazione: il Quartetto Prometeo formato da Giulio Rovighi violino, Aldo Campagnari violino, Danusha Waskiewicz viola, Francesco Dillon violoncello; dal 2013 è “quartetto in residence” all’Accademia Chigiana di Siena in collaborazione con la classe di composizione di Salvatore Sciarrino ed è stato quartetto docente nel progetto “Casa del quartetto” 2018, promosso dalla Fondazione I Teatri.

«La grandezza dell’op.131 – commenta e conclude Giovanni Bietti – sta nel fatto che costituisce un riassunto della storia della musica in quanto presenta diverse forme: ad esempio la fuga, il tema con variazioni; inoltre presenta uno scherzo visionario ma guarda anche allo stile popolare e al melodramma». —





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