Il Barbiere di Siviglia cambia mestiere e per il weekend diventa... camionista
“Figaro! Opera Camion” è l’opera in programma in piazza Martiri. In scena su un “mezzo pesante”
reggio emilia
«La cultura è un pezzo necessario per la qualità della vita». Con queste parole Paolo Cantù, direttore della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, ha aperto la presentazione di un nuovo progetto previsto per questo fine settimana e che avverrà all’aperto, in piazza Martiri del 7 luglio.
“Figaro! Opera Camion” è un adattamento dell’opera lirica “Il barbiere di Siviglia” e si svolgerà sabato e domenica alle 21 in un luogo esterno al teatro e in una piazza simbolo dei teatri della nostra città, inaugurando così la nuova stagione de I Teatri. Il palcoscenico vero e proprio però sarà sulle ruote.
Gli artisti infatti si muovono su una scenografia collocata a bordo di un vero e proprio camion usato in tutti gli spazi di cui dispone: la cabina, il rimorchio e le sponde. Una versione in un solo atto con adattamento musicale di Tommaso Chieco e Marco Giustini, ideazione e regia di Fabio Cherstich, scene, costumi e video di Gianluigi Toccafondo e con l’orchestra Bruno Bartoletti diretta da Dario Garegnani e sei cantanti (Simone Alberti, Manuel Amati, Sara Rocchi, Abraham Garcia Gonzalez, Federico Benetti, Valeria Almerighi).
Figaro, il bravo factotum istrionico e poliedrico, questa volta si improvvisa camionista e porta la sua storia in piazza. Gli intrighi e gli intrecci amorosi tra i personaggi si svolgono tutti dentro, sopra, sotto e intorno al camion. La sponda si apre e diventa proscenio, all’interno del rimorchio vi è un’architettura stilizzata con prospettive sfalsate ispirate alle grafiche del tardo settecento.
«Volevamo un palcoscenico che fosse il più puro e semplice possibile e soprattutto trasportabile – ha raccontato il regista Fabio Cherstich – così che il pubblico possa vedere letteralmente “la macchina” che lavora per lo spettacolo, come si crea e le persone che vi lavorano».
Lo spettacolo diventa momento di condivisione culturale e di intrattenimento intelligente, ben lontano da quell’idea sbagliata di opera come evento inaccessibile, o solo mondano. «La cultura trova parole per tutti» ha ribadito anche Annalisa Rabitti, assessore a Cultura, Marketing territoriale e Pari Opportunità. Il linguaggio è quello unico del teatro, che può benissimo presentarsi fuori dall’edificio teatrale e parlare anche a chi di solito a teatro non ci va.
Lo spettacolo vuole essere un momento di ripartenza post isolamento e si rivolge a tutti perché di cultura, intrattenimento e bellezza ne abbiamo bisogno così come abbiamo bisogno di cibo per sopravvivere. Il teatro resta un qualcosa di non replicabile perché è un’emozione che avviene in diretta, hic et nunc, un’arte che necessita della presenza dello spettatore e dunque della collettività. L’ingresso sarà gratuito con prenotazione obbligatoria a causa delle norme anti Covid alla biglietteria dei Teatri o scrivendo a biglietteria@iteatri.re.it —
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