Gazzetta di Reggio

Sanremo Rock/2 

Premio Partner assegnato al gruppo Snei Ap della reggiana Sonia Wild

Adriano Arati
Premio Partner assegnato al gruppo Snei Ap della reggiana Sonia Wild

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REGGIO EMILIA

Le emiliane Snei Ap sono le vincitrici del Premio Partner Sanremo Rock 2020. Nei giorni scorsi si è conclusa la 33esima edizione del festival per le rock band italiane, uno dei più noti e consolidate del Paese, e fra formazioni trionfatrici vi sono anche le Snei Ap, band interamente al femminile formata da cinque ragazze della zona padana, fra Reggio, Modena e Mantova.

Le Snei Ap si sono aggiudicate il Premio Partner Sanremo Rock 2020, un riconoscimento che mette a disposizione una produzione musicale interamente sostenuta da Sonos Music Records di Maffucci Music, nota etichetta discografica di lancio per gli artisti di Sanremo giovani. Le musiciste emiliane sono state premiate sul palco del teatro Ariston di Sanremo, sabato sera durante la finale del festival svoltosi per tutta la settimana, un “gigante” che ha messo insieme 10mila candidature e 280 finalisti.

Nei giorni precedenti, avevano suonato dal vivo proponendo “Io sono un problema”, primo pezzo in italiano dopo una lunga fase di carriera incentrata sui testi in inglese.

Le Snei Ap sono guidate dalla batterista reggiana Sonia Wild, fondatrice della formazione composta anche dalla cantante Angie Prati, dalla bassista Alice Sesenna, dalla tastierista Federica Prata e dalla chitarrista Jude Menegardi.

La band si è presentata all’Ariston con questo assetto, frutto di un recente rinnovamento che ha portato all’inserimento delle tastiere e a un cambio di organico, tornato interamente al femminile come nei primissimi tempi di attività.

Come sottolineato, la band ha sinora realizzato fino ad oggi essenzialmente brani cantati in inglese, a parte l’eccezione dell’ultimo singolo “Io sono un problema” del 2019. Il brano non rappresenta un’eccezione, né un esperimento sporadico, ma è il primo passo verso un forte cambio di rotta.

La buona accoglienza di “Io sono un problema” ha spinto le musiciste reggiane a comporre pensando all’italiano come prima lingua dei testi per le future promozioni. —



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