Gazzetta di Reggio

Sempre più su tra cupole e rosoni

Sempre più su tra cupole e rosoni

A tu per tu con le ambiziose opere del Correggio, di Lionello Spada e del Guercino tra vita terrena e immagine divina 

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Un nuovo punto di vista su una storia che parla la lingua dell’arte e che si distende come una pianura sterminata di tetti, piazze e strade: approfittare delle visite guidate alle più note cupole affrescate delle città di Reggio Emilia, Parma e Piacenza significa godere di una visione ravvicinata di straordinari capolavori d’epoca rinascimentale, abbracciando allo stesso tempo panorami strabilianti da prospettive inedite ed elevatissime. In ogni senso. Perché trovarsi a tu per tu con le ambiziose opere di Correggio, Guercino o Lionello Spada è come penetrare nell’anima creativa e spirituale di Visit Emilia (www.visitemilia.com), contemplando espressioni del genio che sono omaggi all’infinito e che in una curva racchiudono il dialogo tra la vita terrena e l’immagine divina.



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Tra i più artistici santuari mariani d’Italia, straordinario monumento di fede eretto a seguito di un prodigioso miracolo, a Reggio Emilia il Tempio della Beata Vergine della Ghiara vanta una grandiosa decorazione figlia del lavoro di una élite di artisti emiliani della prima metà del Seicento. Il progetto dell’architetto ferrarese Alessandro Balbo fu poi eseguito dal reggiano Francesco Pacchioni, coadiuvato per la costruzione della cupola da Cosimo Pugliani. Cupola affrescata nel 1614 da Lionello Spada, allievo dei Carracci, che si ispirò alle scritture dell’Antico Testamento ed ebbe modo di mostrare grandi qualità prospettiche, soprattutto nella realizzazione degli angeli. È invece opera del Guercino il capolavoro “La Crocifissione di Cristo, con ai piedi la Madonna e i Santi Maria Maddalena, San Giovanni e S. Prospero” che rende la pala dell’altare della città il lavoro di maggior impegno dell’artista al suo rientro da Roma. Per personalizzare la visita si può scaricare l’applicazione “Arte e biblica nella Basilica della Ghiara” che dialoga con i codici QR nella basilica.



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Descritta da Antonio Raffaello Mengs come «la più bella di tutte, che siensi dipinte prima e dopo di lui», la cupola affrescata dal Correggio nel Duomo di Parma, databile 1524-530, rappresenta l’Assunzione della Vergine con un linguaggio innovativo per l’epoca, fatto di prospettive e scorci che segnano il transito tra terra e cielo in un vortice popolato di nuvole e luce. Sempre di Allegri è l’affresco nella cupola della basilica di San Giovanni Evangelista che mostra Cristo circondato dagli apostoli, con l’anziano Giovanni alla base, testimonianza dell’abilità dimostrata nel gestire le figure in scorcio. Da domani all’8 novembre sarà invece possibile salire e ammirare il rosone della Chiesa di San Francesco del Prato.



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La novità delle prossime settimane a Piacenza sarà la salita in quota in una delle chiese tanto amate: San Francesco, che offrirà una veduta inedita di Piazza Cavalli. L’altra importante salita è quella verso la cupola del Guercino. Sono 160 i gradini che separano i visitatori dall’affresco realizzato dal Guercino nella Cupola nella Cattedrale di Piacenza. Il Museo Kronos – che documenta la storia del Duomo – prevede, anche in formula separata, la salita verso il capolavoro del maestro ferrarese, qui impegnato tra il 1626 e il 1627. L’ascesa alla meta è un susseguirsi di continui affacci mozzafiato sia sulla città che sull’interno della chiesa, in cui spicca il ciclo dipinto da Procaccini, Carracci e allievi di quest’ultimo. Talvolta è possibile anche la salita al Pordenone in Santa Maria di Campagna. —

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