Menzione speciale per “Corpi sonanti”, un video nato nei mesi del lockdown
Reggio Emilia, referente del progetto Gabriangela Spaggiari per il Peri in collaborazione con Arturo Cannistrà di Aterballetto
REGGIO EMILIA. Il lavoro da anni portato avanti dall’Istituto musicale Peri e il comparto della formazione di Aterballetto guidato da Arturo Cannistrà attraverso il progetto “Corpi Sonanti” è diventato anche un video, che ha avuto un importante riconoscimento al Parma International Music Film Festival dove ha ricevuto la menzione speciale.
LA COLLABORAZIONE
Le due istituzioni hanno collaborato durante il lockdown proprio per realizzare tale video.
«La situazione ci aveva impedito di proseguire l’allestimento del nuovo spettacolo che si sarebbe chiamato “Corpi sonanti In Natura” con testi di Emily Dickinson. Abbiamo quindi deciso di lavorare in via sperimentale in un’altra direzione coinvolgendo nove ragazzi dell’orchestra Florestano – spiega la referente del progetto Gabrielangela Spaggiari dell’Istituto musicale Peri –. Gli incontri si sono svolti naturalmente in remoto ma i ragazzi hanno lavorato registrando dei video con i loro cellulari e seguendo delle consegne date. Io e Arturo abbiamo infine montato e fatto la regia di un cortometraggio di 19 minuti. Lo abbiamo intitolato “Corpi Sonanti in piccoli grandi spazi”».
«Le riflessioni – continua Gabriangela Spaggiari – riguardavano l’ascolto interiore in quanto durante l’isolamento imposto dall’emergenza covid-19, abbiamo vissuto un periodo immersi in una nuova realtà acustica, in un tempo dilatato, in uno spazio recluso. Un momento da un certo punto di vista eccezionale, un’occasione unica per esplorare e vivere nuove esperienze espressive interagendo con la musica, il corpo, lo spazio fisico e acustico. Chiusi nel silenzio abbiamo avuto infatti l’opportunità di caricare di senso il vuoto di piccoli spazi abitati. Con l’interpretazione e la creatività abbiamo poi aperto grandi spazi immaginari».
LE RIFLESSIONI
Ecco in sintesi le riflessioni che nascono dopo la visione del video.
La prima si potrebbe tradurre in «come può cambiare l’interpretazione musicale di un brano orchestrale in una situazione distanziata dal gruppo e in uno spazio recluso?».
La seconda riguarda l’ascolto corporeo: «come cambia l’ascolto quando, immerso nel vuoto di uno spazio recluso, cerco di dare voce/senso con il mio corpo alla musica (registrata) e al silenzio che ci circonda? Mentre ascolto il brano musicale mi metto in relazione emergendo dal tutti (l’orchestra) con il mio corpo, esplorando uno spazio vuoto e definito, dando voce alla mia interpretazione fatta di piccoli gesti, suoni, espressioni e percezioni tattili. In questa esperienza espressiva entrano a far parte i suoni circostanti casuali o da me prodotti».
Questi i contenuti del video contrappuntati dal Concerto Grosso di Vivaldi e “Du Bist die Ruh”, lied per voce e pianoforte di Schubert.
LA SODDISFAZIONE
«Naturalmente siamo più che soddisfatti – commenta Arturo Cannistrà – per il riconoscimento al Parma International Music Film Festival che premia un lavoro intenso che ci ha molto coinvolto. Come tutti in quei mesi terribili, abbiamo operato con la modalità web: tra l’altro per collegarmi andavo come un clandestino in auto sotto il ripetitore di Puianello per avere una buona ricezione!».
Questi i nomi dei musicisti che hanno contribuito al video (Link: https://youtu.be/JdQF6LVvnNU): Elena Cavecchi, Stefano Chiesi, Amedeo Crotti, Margherita Beretti, Camilla Catellani, Michele Guidotti, Cecilia Ferrari, Elisabetta Fornili, Ennio Rossi. —
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