Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia, alla Collezione Maramotti torna a vivere l’enigmatico mondo di Carlo Mollino

Giulia Bassi
Reggio Emilia, alla Collezione Maramotti torna a vivere l’enigmatico mondo di Carlo Mollino

La splendida Casa-Museo dell’architetto torinese rivisitata da un pittore, da una fotografa e da lui stesso 

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REGGIO EMILIA. Doveva aprire in aprile nell’ambito di Fotografia Europea ma Mollino/Insides, una mostra della Collezione Maramotti sull’immaginario del grande artista torinese corredata da opere pittoriche di Enoc Perez e fotografie di Brigitte Schindler e dello stesso dedicatario, si è svelata ieri.

«Il pretesto era costituito dal tema “Fantasie. Narrazioni, regole, invenzioni”, per presentare alcuni scorci dell’ultima enigmatica dimora di Mollino in via Napione a Torino – ci spiega Sara Piccinini Senior Coordinator della Collezione Maramotti – che ospita ora il Museo trasformato dall’interpretazione pittorica di Perez e dall’occhio fotografico di Schindler. Così si accede alle fotografie degli anni ’50 e’60 delle modelle di Mollino, sfumate nell’essenza misteriosa dell’immaginario che abitano.

Oltre al soggetto delle opere in mostra, Mollino e il suo raffinato e complesso immaginario accomunano i tre autori, protagoniste sono la trasformazione e la creazione visionaria. Non finiremo mai di raccontare la figura incredibile di Carlo Mollino, una personalità dai mille volti famoso architetto designer, fotografo ma anche grande campione di sci e pilota acrobatico, un uomo che viveva in pieno lo spirito culturale del ‘900 e che ha toccato tanti ambiti della conoscenza raggiungendo livelli eccellenti. Il rapporto con la fotografia nasce a 5 anni, dato che nella sua casa, fatto davvero straordinario, c’è una camera oscura… Esiste una sua foto da piccolo che tiene in mano un apparecchio fotografico grande. In ogni caso già negli anni ’30 e ’40 realizzava ritratti e immagini di sapore surrealista e alcuni le ha anche firmate».

Tra i suoi progetti fotografici troviamo circa 2.000 polaroid scattate a soggetti femminili in set da lui allestiti. Per realizzare queste fotografie egli progettava ogni dettaglio, a partire dall’arredamento arrivando sino agli indumenti, passando per gioielli, parrucche e lingerie.

Dalla seconda metà degli anni Novanta Enoc Perez, artista portoricano con base a New York, ha avviato una ricerca su architetture iconiche del Novecento e su come queste siano state catturate dall’immaginario collettivo come forme e metafore sociali di fascinazione e di bellezza.

Alla Collezione Maramotti appartengono già diverse opere dell’artista, tra cui un dittico su Casa Malaparte realizzato per una mostra temporanea nel 2008 e ora esposto in permanenza. Nel settembre 2019, Perez ha visitato il Museo Casa Mollino e scattato delle fotografie degli interni, a partire dalle quali ha tratto e realizzato, specificamente per questa mostra, alcuni nuovi dipinti di grandi dimensioni.

La stessa Casa che quand’era in vita costituiva un mistero, è stata e continua ad essere fonte di ispirazione anche per Brigitte Schindler, la cui passione per la fotografia ha dato vita, negli ultimi tre anni, a immagini suggestive e prospettive inedite degli interni, ricche di dettagli rivelatori.

Queste fotografie di Schindler –mai esposte prima –intercettano il mistero sospeso negli ambienti, le sottili connessioni tra gli oggetti accuratamente scelti e posizionati da Mollino. In un raffinato equilibrio di specchi, riflessi, metamorfosi e disvelamenti, le sue visioni introducono chi guarda in profondità a un percorso di scoperta estetica e concettuale del complesso del proprio del grande artista.

La mostra resterà aperta fino al 16 maggio 2021; visita con ingresso libero negli orari di apertura della collezione permanente: giovedì e venerdì 14.30/18.30; sabato e domenica 10.30/ 18.30.

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