Gazzetta di Reggio

Ora siamo con il fiato sospeso Parigi e Vienna ci aspettano

G.B.
Ora siamo con il fiato sospeso Parigi e Vienna ci aspettano

Gigi Cristoforetti, direttore generale della Fondazione della Danza entusiasta e appassionato fa un bilancio e traccia il nuovo corso 

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IL PROGETTO

«Se pensassimo alla nuova identità della Fondazione della Danza come a un giornale, rivolto a lettori differenti, ricco di sezioni articolate, attento a temi e problematiche diversi, il Don Juan potrebbe corrispondere all’editoriale in prima pagina». Così scrive il direttore artistico della Fondazione della Danza, Gigi Cristoforetti, nel programma di sala del Don Juan. «Questo lavoro si pone per la compagnia come punto d’arrivo e di parte del nuovo corso della compagnia di cui – puntualizza Cristoforetti – i principali risultati di questi tre anni sono il riposizionamento sul mercato, la strutturazione di partnership nazionali e internazionali, la costruzione di una nuova identità più contemporanea. Oggi proponiamo spettacoli di grande formato, come sempre, ma anche più agili ed economici». Esprimendo la soddisfazione per aver condotto in porto tale impegnativa produzione, Cristoforetti, come sempre entusiasta ed appassionato fa un bilancio di questi tre anni. «Ho sempre progettato con un occhio ai cambiamenti sociali. Pensando allo slogan di Alan Platel e dei Ballets C de la B. “La nostra danza è per il mondo e il mondo è di tutti” ci siamo mossi per affermare un’idea di bellezza e una rappresentazione del virtuosismo non convenzionali. Abbiamo coinvolto coreografi come Naharin, Kylian o Shechter, ma il Don Juan è la creazione d’autore attesa su un piano europeo. Ha lo charme che deriva dal progetto condiviso non solo con l’artista conosciuto e amato, ma anche con l’uomo garbato e intelligente. Ha un tema al centro, che vorrei sottrarre per un attimo all’immediata corrispondenza con il drammatico contorcersi odierno di molti rapporti di coppia, permettendo alla nostra attenzione di sintonizzarsi sul viaggio spaesato della persona, nell’universo invaso da fantasmi del passato e del presente. Alla vigilia di questo debutto sono contento anche se i problemi legati al Covid non sono finiti. Basti pensare a quanto ho lavorato per un riconoscimento internazionale sancito dalla presenza in capitali europee. Ora siamo con il fiato sospeso: a metà ottobre siamo attesi dal più importante teatro di Parigi per inaugurare la stagione. Ce la faremo? Subito dopo a Vienna… ». —

G.B.

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