Gazzetta di Reggio

Festival Aperto 

“Sonora Desert”, ispirato al viaggio nel più vasto deserto americano

“Sonora Desert”, ispirato al viaggio nel più vasto deserto americano

La compagnia Muta Imago da questa sera in prima assoluta al teatro Ariosto con vibrazioni musicali a cavallo tra installazione, concerto e performance 

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REGGIO EMILIA

Muta Imago – compagnia teatrale guidata da Claudia Sorace, regista, e Riccardo Fazi, drammaturgo e sound designer – dà vita a “Sonora Desert”, a cavallo tra installazione, concerto e performance, ispirato a un viaggio compiuto nel Deserto di Sonora, uno dei più vasti deserti americani, situato tra l’Arizona e il Messico.

In prima assoluta al Teatro Ariosto e nell’ambito del Festival Aperto, va in scena “Sonora Desert” (oggi, domani e domenica ore 18.30 - 20 - 21.30 e sabato ore 20 - 21.30): si tratta di un’esperienza percettiva condivisa che permette ai visitatori/spettatori di esplorare e confrontarsi con la propria immaginazione, i propri ricordi e le proprie aspettative future.

A partire dal diario del viaggio attraverso questo luogo mitico, “Sonora Desert” fa incontrare l’indagine sulla natura del tempo di Muta Imago con le ricerche compiute in America negli anni Sessanta sul rapporto tra vibrazioni e stati di coscienza.

Un luogo vissuto praticamente tra sonno e veglia, che invita il pubblico a sperimentare una dimensione liminale del sé.

Un ambiente di vibrazioni sonore, luminose e cromatiche, in dialogo con le musiche appositamente composte da Alvin Curran, mette il pubblico in relazione profonda con la realtà di un mondo dove il tempo e l’io tendono a fondersi fino a scomparire.

«Può – si chiede Muta Imago – un progetto artistico aiutarci a sovvertire la nostra percezione quotidiana del tempo? Come creare un’esperienza che possa ricollocarci in relazione all’infinitamente grande e all’infinitamente piccolo, al passato più remoto e a ciò che deve ancora accadere? Cosa significa provocare attraverso un’operazione artistica i limiti della nostra concezione e percezione abituale dello scorrere del tempo Al centro dell’esperienza – continuano gli autori – c’è una partitura di vibrazioni sonore, luminose e cromatiche, costruita per mettere lo spettatore in relazione profonda con la realtà di un mondo dove il tempo, come afferma la fisica teorica, non esiste e dove tutto vive nel qui e ora. Il desiderio è quello di ripristinare la vertigine di un’ampia percezione dello spazio-tempo per riportare allo stato di meraviglia quella particolare condizione naturale che chiamiamo “il nostro essere nel mondo”».

È obbligatoria la prenotazione e il ritiro dei biglietti alla biglietteria del teatro Valli in orario di apertura poiché non è previsto il servizio di biglietteria presso il luogo dello spettacolo.

Infine una raccomandazione da non sottovalutare: lo spettacolo – viene sottolineato – è potenzialmente dannoso per persone portatrici di pacemaker e che soffrono di epilessie. —

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