Gazzetta di Reggio

Festival aperto 

Il nuovo progetto di Mirco Mariani “oltre la canzone”

Giulia Bassi
Il nuovo progetto di Mirco Mariani “oltre la canzone”

Il concerto domani in prima assoluta al teatro Valli con la Shaloma Locomotiva Orchestra 44+1

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REGGIO EMILIA

Un nuovo e ambizioso progetto per un concerto in prima assoluta offre il Festival Aperto ispirato alla connessione tra i generi musicali con una modalità di messa a punto sperimentale secondo un modello già sperimentato gli anni passati. Nutrita la partecipazione di musicisti per questa produzione che Aperto realizza insieme ad Angelica e l’Altro Suono – festival di musica, votati al contemporaneo – che oltre a Reggio dove debutterà al teatro Valli domani alle 20.30, verrà portata il 2 novembre al Comunale di Modena. Al concerto, dedicato alle possibilità espressive che gravitano intorno e convivono con la canzone e nello specifico le canzoni e la musica di Mirco Mariani, prende parte la Shaloma Locomotiva Orchestra 44+1. Polistrumentista, autore e compositore romagnolo, Mariani ha suonato per diversi anni con Enrico Rava e Vinicio Capossela, con il quale ancora collabora, oltre che in diverse formazioni quali Mazapegul e Daunbailò. Ha suonato nei più importanti festival italiani ed europei e ha collaborato con Arto Lindsay, Mitchell Froom, Marc Ribot, Stefano Bollani. Uno dei suoi ultimi progetti eclettici è Extraliscio, che Mariani commenta così: «Essendo romagnolo iniziai la mia attività da piccolo suonando questo genere musicale, anche se sognavo già allora di fare il jazz ed altre cose, poi negli anni mi sono accorto della bellezza del liscio; una musica che spesso viene snobbata o trattata come puro intrattenimento finalizzato al ballo».

Per l’occasione Mariani verrà affiancato da 44 musicisti delle più diverse estrazioni – da alcuni stretti collaboratori abituali, da alcuni ospiti internazionali, dall’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e dalla neonata La Toscanini Next, composta da giovani musicisti under 35 – per un programma di canzoni scomposte (e ricomposte), in un incontro-scontro tra la classicità dell’orchestra e il suono impalpabile di strumenti fuori dall’ordinario, spostando i confini della forma canzone in luoghi ancora da esplorare. L’orchestra si esibisce per la prima volta insieme a importanti ospiti – come i cantanti Francesco Bianconi (Baustelle) e Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus), il trombettista Paolo Fresu e il virtuoso di Trautonium Peter Pichler – oltre che a un nucleo di collaboratori abituali di Mariani (il “theremin preparato” di Massimo Simonini, i sinterizzatori di Luigi Savino, le chitarre/basso di Mirko Monduzzi e Alfredo Nuti, la batteria di Diego Sapignoli) – e a un insieme orchestrale di 33 elementi diretti da Roberto Molinelli. —





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