Gazzetta di Reggio

Sant’Ilario d’Enza 

Il Piccolo Teatro è partito con il magico “Saluti dalla Terra”

Giulia Bassi

Profetiche le parole del direttore Daniele Castellari: «Ho molti progetti in testa e andrò avanti fino a quando   me lo permetteranno» 

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Sant’Ilario d’Enza

Sindaco, parroco e direttore del teatro: tutti e tre erano presenti venerdì sera all’apertura di stagione del teatro di Sant’Ilario per esternare dal palcoscenico la propria soddisfazione di essere arrivati a quella serata dati i tempi. Se in particolare il sindaco Carlo Perucchetti ha riportato la citazione di Claudio Abbado: “La cultura è preziosa ed utile come l’acqua”, il direttore Daniele Castellari ha detto di avere molti progetti in testa e andrà avanti finché (sempre dati i tempi) glielo permetteranno. Parole che oggi risuonano amare ma anche profetiche di fronte alla chiusura dei teatri dettata dal nuovo Dcpm.

Poi la scena è stata tutta per il Teatro dell’Orsa con “Saluti dalla Terra”, spettacolo di denuncia sullo scempio perpetrato dall’uomo nei confronti del nostro pianeta con le disastrose conseguenze a livello climatico. In evidenza la nostra miopia nel non riuscire a vedere (o meglio non voler vedere) il danno che quotidianamente ognuno arreca conducendo la propria vita senza il minimo rispetto: dal fare una semplice grigliata nel bosco, al fatto di uscire a far la spesa non prendendo la propria borsa da casa… Si è giocato sull’amplificazione che accompagna da sempre la dimensione teatrale, assolutamente pertinente a denunciare scempi, trascuratezze, luoghi comuni e banalità su un tema come quello. Si è arrivati in un momento in cui non basta condurre un’esistenza normale, dobbiamo impegnarci poiché siamo chiamati non solo a prenderci cura del nostro pianeta ma a salvarlo concretamente, ognuno per la sua parte. E dobbiamo farlo in fretta. Tra l’altro non è questione d’informazione, ne abbiamo anche troppa. i media anche con la storia di Greta ne danno risalto, ma un po’ per comodo, un po’ perché non vogliamo vedere, finiamo per raccontarci le vicende a modo nostro. Comunque siamo arrivati oltre il tempo massimo, un limite che le riflessioni degli attori mostrano attraverso diversi piani di recitazione: da quello basic della commessa svampita dell’autogrill, interpretata da Monica Morini o dal racconto di Bernardino Bonzani di quello che nell’oceano s’imbatte in un un’isola fatta di cumuli di plastica. Con loro interviene la musica giocando con il racconto; a causa di essa maliziosa ed insinuante – ineccepibili i compositori Gaetano Nenna e Antonella Talamonti – ridiamo in quanto esaspera i paradossi creati dai dialoghi carichi d’ironia. E contribuiscono anche i video di Alessandro Scillitani come quello delle centinaia di “ignare” paperelle gialle di plastica galleggianti in mare. Indovinata la scelta di un piano narrativo interattivo tra i testi – curati da Annamaria Gozzi – con la musica e i video, in cui Monica e Bernardino hanno modo di esternare la loro passione che da sempre gli riconosciamo, qui trasmessa al loro figlio Elia, e alla giovane attrice Lucia Donadio. —

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