Gazzetta di Reggio

L’infanzia tra Otto e Novecento, scatti d’autore e foto di famiglia

Roberto Fontanili
L’infanzia tra Otto e Novecento, scatti d’autore e foto di famiglia

Reggio Emilia, apre alla Panizzi “Chi sono io?”. Dai ritratti in studio ai momenti di gioco (e di lavoro) dei bambini 

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Scatti d’autore e foto di famiglia amatoriali per raccontare come è cambiata l’infanzia e il modo di percepirla. Un viaggio lungo un secolo a partire dal 1860 fino agli anni ’60 del secolo breve raccontato attraverso le immagini di celebri fotografi come Stanislao Farri, Renzo Vaiani e Mario Dondero e scatti “casalinghi” e amatoriali. Quelli di una qualsiasi famiglia che grazie all’iniziativa “Le scatole dei segreti” la Panizzi ha raccolto dagli anni ’80 ad oggi.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.39484804:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.39484804:1649790419/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La mostra fotografica “Chi sono io? Rappresentazione dell’infanzia tra Otto e Novecento” che sarà inaugurata oggi, 31 ottobre, nella sala mostre al piano terra della Biblioteca Panizzi dove resterà aperta fino al 9 gennaio (aperta a ingresso libero dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20) è una rassegna in cui volutamente si intrecciano scatti di autori famosi e foto amatoriali per documentare un secolo di infanzia e al tempo stesso raccontare come siano cambiati non solo la composizione e lo stile fotografico, ma la stessa percezione della figura del bambino.

Un percorso sociale e culturale che ha trovato in Gianni Rodari e Loris Malaguzzi i propri maestri e che arriva a compimento con questa mostra che, come quelle in corso a Palazzo Magnani, Palazzo da Mosto e Spazio Gerra, anticipano Fotografia Europea 2021.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.39484807:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.39484807:1649790420/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

LA MOSTRA

Curata da Laura Gasparini, Monica Leoni e Elisabeth Sciarretta, la mostra propone un centinaio di immagini rigorosamente in bianco e nero, suddivisa in tre macro sezioni, e sviluppa il tema della rappresentazione dell’infanzia già emerso dall’edizione 2019 di Fotografia Europea. Una selezione delle immagini pervenute dalle famiglie reggiane e di una cernita, tra fondi fotografici e bibliografici, di autori in possesso della Panizzi. Fotografi, professionisti, artisti ma anche scrittori, come Gianni Rodari e Cesare Zavattini che hanno saputo raccontare l’infanzia con occhi diversi.

«Dagli anni Ottanta ad oggi – spiegano le curatrici – si è consolidata una particolare attenzione verso il patrimonio fotografico “nascosto” nelle case e in cui il bambino è molto spesso presente: nei ritratti fatti in studio, nelle immagini durante momenti di gioco o di studio, o nelle grandi occasioni di vita sociale. Lo scopo della mostra non è quello di fornire un unico sguardo sull’infanzia ma quello di studiarne la restituzione storica, sociale, documentale, oltre che letteraria e creativa».

BAMBINI NEL TEMPO

La sezione propone una galleria delle prime tipologie di immagini che rappresentano la ritrattistica tipica dell’epoca, che si rifacevano a modelli accademici della pittura di fine Ottocento. Immagini che ben poco concedono all’intimità della famiglia e al mondo degli affetti, ma in cui si avverte sempre la “messa in posa” dettata sempre dal fotografo. L’immagine fotografica diviene in tal modo importante non solo per la famiglia, ma, storicizzandosi, si rivela utile anche per gli studi di sociologia e antropologia e con l’evolversi del mezzo fotografico si scopre che il linguaggio della fotografia può essere un potente mezzo di comunicazione.

EDUCAZIONE NEL TEMPO

La fotografia di classe entra nell’album dei ricordi ma questa sezione contempla anche l’avviamento al lavoro, quel mondo fatto di norme per educare l’infanzia e per condurla nel mondo degli adulti. A fianco di queste immagini trovano posto quelle delle coltivazioni di guerra durante l’epoca fascista che documentano la militarizzazione del mondo della scuola e dell’infanzia.

Muta radicalmente la documentazione dell’infanzia al termine della Seconda Guerra Mondiale, con le fotografie che mostrano la povertà delle classi subalterne. La sezione si chiude con le sperimentazioni anarchiche inglesi della Summerhill School nel 1947 e del Corso di Fantastica che Gianni Rodari ha tenuto a Reggio nel 1972.

NARRAZIONI

Questa sezione raccoglie immagini degli autori più rappresentativi della collezione della Fototeca della Biblioteca Panizzi. Da Vernon Richards, (fotografo e attivista politico anarchico), con una foto rarissima in cui ritrae lo scrittore George Orwell con il figlio adottivo, a Mario Dondero, definito dalla critica una “leggenda del fotogiornalismo”, che con il suo lavoro “Mosaico italiano” documenta il movimento della cooperazione reggiana negli anni Sessanta.

Così come sarà possibile rivedere alcuni scatti del maestro Stanislao Farri realizzati nell’immediato dopoguerra e che strizzano l’occhio al post neorealismo e di Renzo Vaiani, di cui sono state scelte immagini scattate nei momenti liberi in cui coglie aspetti legati agli istanti di vita e di gioco dei bambini. Il percorso si chiude con un’immagine del fotografo finlandese Pentti Sammallahti “Barnhemsgatan Kampen” del 1965 che con il suo sguardo metafisico mostra la straordinaria sensibilità per l’attimo. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google