Gazzetta di Reggio

Andar per borghi, un tuffo nel tempo

Andar per borghi, un tuffo nel tempo

Le pietre delle strade, dei castelli e dei palazzi delle province di Reggio, Parma e Piacenza ci parlano di arte e di storia 

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L’inserimento nel 2020 di Montechiarugolo (Parma) all’interno del club dei borghi più belli d’Italia è l’ennesimo riconoscimento a una terra ricca di storia e memoria che sa custodire i propri gioielli. Quella di addentrarsi nell’area contrassegnata virtualmente dal moderno stemma di Visit Emilia (www.visitemilia.com) è un’azione che non ha a che fare solo con lo spazio. Immersi nella natura dell’Appennino Tosco Emiliano o dislocati sugli argini del Po, una serie di affascinanti luoghi diventa lo spunto per un viaggio nel tempo attraverso alcuni dei borghi più belli d’Italia, che conservano intatti segni evidenti di un passato iscritto indelebilmente sulle pietre delle strade, dei palazzi e dei castelli delle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Nelle immediate vicinanze della riva destra del Po, Gualtieri rivendica la propria origine medievale ma urla soprattutto uno strabiliante sviluppo rinascimentale incarnato dalla scenografica piazza progettata da Giovan Battista Aleotti, sulla quale si affacciano la Torre dell’Orologio, la Collegiata di Santa Maria della Neve e Palazzo Bentivoglio. Quest’ultimo in particolare è uno scrigno di sorprese come la Sala dei Giganti e la Sala di Icaro – che ospitano i costumi di scena della collezione dal sarto teatrale Umberto Tirelli e cicli pittorici di artisti quali De Chirico e Guttuso – o il Museo Antonio Ligabue, dedicato a uno dei più celebri pittori naïf che proprio a Gualtieri visse per buona parte della sua attività artistica e morì nel 1965.

Come accade per i borghi che sembrano essersi conservati sotto una campana di vetro medievale, anche Montechiarugolo (Pr) è organizzata intorno al maestoso castello. La sua “promozione” nella ristretta cerchia dei comuni italiani capaci di valorizzare il proprio patrimonio storico, rende giustizia a un luogo dal fascino innegabile, fondato intorno al X secolo e, secondo la leggenda, caratterizzato dalla presenza del fantasma della Fata Bema. Già documentato come borgo fortificato nell’XI secolo, Compiano (Pr) insieme a Bardi, vanta una breve fase storica da stato territoriale istituzionale, probabilmente favorita anche dalla natura di baluardo difensivo dell’Alta Val Taro. Inutile dire che il vero protagonista di uno dei borghi più belli d’Italia è il castello, orgogliosamente costruito su uno sperone roccioso e progettato come fortezza inespugnabile circondata dalla città.

In un intreccio di vie e vicoli impregnati di storia e leggenda, Bobbio (Pc) lega le proprie vicende a quella dell’Abbazia di San Colombano custode di pietra della straordinaria decorazione pittorica firmata da Bernardino Lanzani da San Colombano al Lambro.

Camminare per le strade di Castell'Arquato (Pc) significa fare un patto col calendario e dimenticare non solo l’anno ma addirittura un’epoca che non sembra rispecchiata da scorci e architetture immutate da secoli. Membro del ristretto club dei borghi più belli d’Italia, la città natale del grande librettista Luigi Illica si inerpica su un colle che, nel punto più alto, ospita la piazza con il Palazzo del Podestà e la Collegiata. La Rocca Viscontea e il Torrione Farnese contribuiscono a rinnovare il ricordo di un passato da perla della casata Sforza, immortalata in alcune scene del film Lady Hawke.

Concentrato di elementi stilistici sparsi tra Barocco e Rinascimento, la Pieve di San Giorgio è una delle architetture emblematiche che giustificano l’inserimento di Vigoleno (Pc) nella cerchia dei borghi più belli d’Italia. Con il mastio quadrangolare di un castello dove Gabriele D’Annunzio, Max Ernst e Jean Cocteau furono ospiti della duchessa Maria Ruspoli Grammont Hugo. —

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