Gazzetta di Reggio

Festival Aperto 

“Contrappunti lunari” in prima assoluta tra prosa e musica

Giulia Bassi
“Contrappunti lunari” in prima assoluta tra prosa e musica

Il grande pianista Emanuele Arciuli e l’attrice Sonia Bergamasco domani sera in diretta streaming

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REGGIO EMILIA

«Non mi sentirei onestamente di far venire a sentire un concerto in presenza di questi tempi, perché anch’io avrei paura» ammette Emanuele Arciuli, uno tra i più brillanti pianisti italiani che domani sera in streaming dal Teatro Ariosto a partire dalle 20.30 duetterà con l’attrice Sonia Bergamasco in “Contrappunti lunari”. Non è scontato dire di lui che è un artista completo se non altro perché porta avanti la carriera concertistica e l’insegnamento all’Accademia Pinerolo e al Conservatorio di Bari trasmettendo agli allievi una sapienza appresa da una delle più importanti scuole pianistiche italiane, quella di Benedetto Lupo. «Secondo me un artista è un’individualità difficile da ricondurre a qualcosa di diverso da se stesso, tuttavia posso dire che dietro a tutti vi è un musicista splendido qual è Michele Marvulli (quest’anno compie 90 anni) da sempre braccio destro di Nino Rota: un personaggio di grande estro e generosissimo». Per quanto riguarda lo spettacolo nell’ambito del festival Aperto, in prima assoluta, è frutto di una collaborazione che dura da diversi anni in quanto la Bergamasco, diplomata in pianoforte, ama molto le produzioni dove la prosa s’intreccia con la musica. «Ci siamo conosciuti nel 2007 per interpretare “Enoch Arden”... cercavamo un progetto che ci consentisse di esprimere questa passione per le espressioni artistiche del ‘900 nel segno dell’amicizia tra umorismo e divertimento». “Contrappunti lunari” non è solo un concerto per voce e piano ma anche un viaggio visionario con testi di Edoardo Sanguineti, Ludovico Ariosto, John Cage, Albert Giraud, e ad alcune poesie della Bergamasco. «Punto centrale è il brano “Chiari di lupo” di Carlo Galante sulla licantropia e da qui la luna viene chiamata in causa in vari modi… alla base l’idea di una musica che ha perso la sua forza di gravità creata dal sistema tonale ed è sospesa sulla atonalità: qui si collocano i brani di Schönberg Sechs Kleine Klavierstücke op.19 e Stockhausen Klavierstück IX, per concludersi con il passo dell’Orlando Furioso con Astolfo che recupera il senno sulla luna. È un po’ come la musica che dopo le astrazioni più difficili, ricorre alla contaminazioni jazz: con la musica che mi ha dedicato Michael Daugherty “Thelonius Monk in cucina”. Arciuli sarà protagonista anche di “Finalmente Domenica”: alle 11 sempre in streaming dialogherà con Giordano Montecchi sul suo libro “La bellezza della nuova musica”. Tutto su www.iteatri.re.it e sui canali Fb e YouTube della Fondazione. —





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