Sui fondali fotografici acquistati su Amazon le scritte e gli slogan provocatori degli artisti
Il collettivo “Spazio Neutro” ha preso in gestione la galleria della Bnl in centro: “Let’s not be Honest” è la prima mostra
REGGIO EMILIA
Troppo spesso quando si passeggia in città si fa più caso alle grandi vetrine, tralasciando i posti nascosti, vetrine anch’esse di un’arte silenziosa che fa rumore. Proprio su questo ultimo concetto si basa Spazio Neutro, un collettivo formato da Matteo Messori, artista reggiano, Andrea Da Villa e Silvia Lomi, giovani padovani appassionati d’arte, che grazie alla loro passione sono riusciti a riqualificare il passaggio commerciale della Banca Bnl in via Emilia Santo Stefano 4 in centro a Reggio Emilia. Prima protagonista del progetto è stata la mostra “Let’s not be Honest” inaugurata lo scorso 25 settembre e che terminerà oggi. A parlarcene meglio sono stati i componenti del collettivo.
Partiamo dal principio. Cos’è Spazio Neutro e qual è la sua storia?
«Spazio Neutro è, come dice la parola, un luogo fatto di arte e di persone, nato in maniera casuale. Siamo un gruppo di tre ragazzi accomunati da questa forte passione. Il nostro obiettivo è quello di aprire una realtà artistica contemporanea per sensibilizzare i cittadini. La scelta della galleria della filiale reggiana della Banca Bnl è stata fortemente voluta visto che si tratta di un luogo sempre aperto a cui tutti possono accedere senza restrizioni. Siccome non è uno spazio pubblico per ottenerlo abbiamo bussato un giorno direttamente alla porta del direttore senza appuntamento. Sbalordito da questo gesto, ha ascoltato e accettato entusiasta la proposta. Dopo un anno l’abbiamo ottenuto in comodato d’uso e ora è sotto la nostra tutela e gestione».
“Let’s not be Honest” è la mostra che ha dato vita alla galleria. Di cosa si tratta?
«È un progetto di The Cool Couple, un duo di artisti fondato a fine 2012 da Niccolò Benetton e Simone Santilli, che si concentra sulla fotografia sperimentale. L’opera utilizza le vetrine già presenti nella galleria come teche per le installazioni che sono formate da fondali fotografici acquistati su Amazon con rappresentate librerie vittoriane e spiagge caraibiche, a cui gli artisti hanno sovrapposto delle scritte e degli slogan usando bombolette e pennarelli. Una provocazione ambigua. Ad accompagnare la mostra c’è anche una pubblicazione cartacea dove Spazio Neutro ha il ruolo di presentatore, l’artista espone il suo punto di vista e un critico accompagna la visione delle opere. È rivolto a tutti: cittadini, curiosi,esperti».
Cosa rispondereste ad una persona anziana che potrebbe interpretare le vetrine come degli scarabocchi o degli atti vandalici?
«Abbiamo risanato personalmente lo spazio e anche per noi vederlo di nuovo “imbrattato” è stato straniante. Molti non hanno nemmeno notato la differenza tra il prima e il dopo, come se non fosse cambiato nulla; altri invece l’hanno catalogato come vandalismo. Gli diremmo di guardare oltre l’immagine. Purtroppo, e questo lo si legge anche su una delle installazioni, ci curiamo più dell’aspetto visivo che del significato intrinseco. Inviteremmo quindi la persona a prendere un caffè per confrontarci ed esporre il nostro pensiero tenendo in considerazione le critiche e punti di vista differenti. Come in tutte le cose ci sono commenti belli ed altri un po’ meno. Ci ha fatto molto piacere la recensione di Alessandro Gazzotti, dei Musei Civici di Reggio Emilia, al contempo un ragazzo ci ha detto che potevamo anche stare fermi visto il risultato. Fa parte del progetto e lo accettiamo».
Spazio Neutro cosa riserva per il futuro?
«Abbiamo in previsione un’altra mostra che verrà inaugurata il prossimo 26 novembre. Avrà una connotazione più classica che però guarda al contemporaneo. La fotografia di altissima qualità in dialogo con la città urbana. Non abbiamo intenzione di fermarci qui. Questo è stato solamente l’inizio. La quarantena ci è servita per pensare e limare gli spigoli del progetto e visti il riscontro e i risultati siamo contenti di aver fatto tutto ciò. Abbiamo lanciato una sonda nello spazio e ora vediamo cosa accadrà». —
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