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“A scuola di pensierini” tra mitici abbecedari ed esercizi di calligrafia

Continua l’aggiornamento sulla cultura nel portale del Comune di Reggio Emilia. Chiara Panizzi “pesca” tra i fondi della Sezione di Conservazione e Storia Locale della biblioteca


25 novembre 2020


REGGIO EMILIA. La sezione cultura del portale eventi del comune di Reggio Emilia (eventi.comune.re.it/cultura) ha ripreso la sua attività di approfondimento, con nuovi contenuti, in costante aggiornamento, cercando di intercettare i “Pensieri”, parola guida scelta fino a dicembre come suo filo conduttore.

Accanto al pensiero di importanti architetti, filosofi, poeti ed artisti non poteva non trovare spazio il pensiero dei più piccoli. Ecco allora far bella mostra di sé nel focus cultura un intervento di Chiara Panizzi su i “Pensierini” scritti in bella calligrafia sui quaderni di scuola, le letterine a Babbo Natale, gli abbecedari e primi libri di lettura, presenti tra le collezioni della Biblioteca Panizzi. Sono preziose testimonianze che documentano l'apprendimento del leggere e dello scrivere nell'Italia della prima metà del Novecento. “A scuola di pensierini” di Chiara Panizzi è una sezione sulla quale vale la pena soffermarsi con attenzione. Di seguito alcune delle fotografie da vedere nel portale commentate da Chiara Panizzi.



1.2.3. Visitando, quando ancora si poteva, la bella mostra fotografica sull’infanzia a Reggio tra Ottocento e primi Novecento, dal titolo “Chi sono io”, inaugurata il 31 ottobre 2020 presso la Biblioteca Panizzi a cura della Fototeca e oggi purtroppo chiusa al pubblico a causa delle disposizioni governative per l’emergenza sanitaria, mentre osservavo le immagini dei bambini a scuola colti in posa oppure nell’atto di scrivere e leggere, il ricordo è andato a quel vecchio metodo di insegnamento, oggi non più tanto in uso, che alle elementari era affidato alla composizione dei “pensierini”: brevi frasi utili all’apprendimento di una corretta sintassi di base e propedeutiche alla composizione di elaborati più complessi, quali i temi.

Tra i fondi antichi e moderni della Sezione di Conservazione e Storia Locale esistono documenti che, anche solo virtualmente, mi piace ora mettere in dialogo con quelle immagini, in una ricerca di sempre nuove connessioni tra le fonti della storia locale, così da renderle più vive e parlanti.

Nella mole di carte che compongono tanti archivi di persona presenti nelle raccolte della Biblioteca Panizzi, che documentano l’attività di studiosi, scrittori, artisti, poeti, politici, editori, attori, così come anche nelle raccolte di manoscritti reggiani, si trovano a volte oggetti più personali che solo apparentemente si rivelano secondari e meno significativi, come ad esempio quadernetti di scuola, letterine di Natale, cartoline, esercizi di calligrafia, che non così scontatamente rientrano nella tipologia dei documenti conservati in una biblioteca.



4.5. Sono emerse anche dall’archivio del poeta e letterato reggiano Luciano Albanesi (1917-1943), alcune letterine scritte ai genitori in occasione del Natale o al papà per il suo onomastico, datate 1924, quando l’autore aveva appena 7 anni. Rivelano un linguaggio piuttosto controllato che a volte si associa ad una tipologia decorativa altrettanto stereotipata, affidata spesso all’applicazione di cornicine dorate e di immagini devozionali e rassicuranti. L’apprendimento della lingua avviene entro rigidi confini, e getta le basi per una futura sperimentazione linguistica più libera, che nell’archivio è documentata da manoscritti e dattiloscritti che ci restituiscono stralci dell’opera poetica e letteraria dell’Albanesi, morto giovanissimo nel tentativo di opporsi all’occupazione fascista dopo l’8 settembre 1943.


6. Che dietro le composizioni scolastiche, i pensierini, i temi o le letterine di auguri solo apparentemente libere, ci fosse quasi sempre l’intervento dell’insegnante, risulta evidente da una raccolta di modelli per letterine di Natale datati dal 1919 al 1957, che il maestro Angelo Davoli aveva impostato per ogni livello di età e quindi di maturità scolastica. D’altra parte, era previsto dai programmi ministeriali che il maestro insegnasse agli alunni a scrivere correttamente una lettera e a variarne il tono e l’impostazione a seconda del soggetto a cui si rivolgeva.



7.8.9.I “pensierini” erano anche il primo grado di difficoltà presentato dagli abbecedari o dai sillabari subito dopo l’apprendimento dell’alfabeto e delle sillabe. Di queste pubblicazioni la Biblioteca Panizzi possiede una collezione di circa 600 esemplari provenienti da tutta Europa, stampati e divulgati tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento. Molto belli e illustrati sono gli abbecedari inglesi e francesi, mentre più poveri si presentano quelli italiani di cui però rimangono anche belle prove, come ad esempio i libri per le prime letture stampati su tela dalle edizioni “Cartoccino” di Monza, ditta che iniziò l’attività nel 1926 e che produceva anche giochi, figurine, tombole, albi da colorare, calendari e fogli di soldatini da ritagliare.



I pensierini presentati da questa editoria scolastica hanno spesso un tono retorico, che gli alunni adottavano come proprio anche nelle future composizioni di fantasia. I temi sono quelli quotidiani del lavoro, del gioco, della famiglia, della storia, degli animali, a seconda della destinazione d’uso, mentre in certi particolari periodi i testi di lettura assumono un tono celebrativo e persino politico con il chiaro intento da parte dello stato di assicurarsi il consenso popolare, fin dalla più tenera età. —

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