Gazzetta di Reggio

L’approfondimento 

I Csi su Sky Arte tornano protagonisti con l’ultimo album “nato” in Mongolia

Adrano Arati/
I Csi su Sky Arte tornano protagonisti con l’ultimo album “nato” in Mongolia

Per tanti è stato un emozionante tuffo nel passato Il disco nel 1997 fu al primo posto della classifica di vendite 

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Memorie della magia che fu. Nei giorni scorsi – dopo aver passato qualche ora su Sky Arte – tantissimi appassionati hanno riascoltato con ancora maggior attenzione “TRE-Tabula Rasa Elettrificata”, ultimo disco in studio dei Csi, gli eredi dei Cccp nati dalla collaborazione fra il nucleo reggiano di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni e quello toscano, transfuga dai Litfiba, di Gianni Maroccolo, Giorgio Canali, Francesco Magnelli e Ginevra Di Marco. Un’esperienza unica per il rock italiano, sia per la qualità pura sia per il ruolo di riferimento per la scena rock dell’epoca, che nelle produzioni Cpi (Consorzio Produttori Indipendenti), appendice discografica dei Csi (Consorzio Suonatori Indipendenti), hanno trovato uno spazio preziosissimo. Sempre ai Csi si deve dire grazie per Materiale Resistente, il progetto realizzato per il 50esimo anniversario della Resistenza con disco e concerto a Correggio, nelle campagne di Lemizzone, primo momento di riscoperta pubblica per il Comandante Diavolo Fausto Nicolini.

Mercoledì scorso Sky Arte ha dedicato a “Tabula Rasa Elettrificata” l’ultima puntata della nuova stagione di 33 Italian Masters, programmi di approfondimento dedicati come da titolo a capolavori della musica italiana. In poco più di 40 minuti di interviste attuali e immagini d’epoca si racconta la genesi di un lavoro anche solo difficile da immaginare nel contesto musicale odierno. La genesi è peculiarissima, l’ispirazione per i testi e per parte delle musiche arriva dal celebre viaggio in Mongolia di Ferretti e Zamboni nel 1996. Da quegli appunti, la band costruirà dieci brani poderosi, registrati a Carpineti, nell’agriturismo Le Scuderie riadattato a studio, in tre mesi intensissimi, dal gennaio al marzo 1997. All’epoca la montagna reggiana, luogo di nascita di Ferretti e di residenza di Zamboni, era il fulcro delle attività dei Csi, anche il batterista aggregato per l’occasione è un reggiano doc e carpinetano adottivo, Gigi Cavalli Cocchi, ex percussionista dei Clan Destino e di Ligabue. La sua impronta, più rock rispetto a quella dei colleghi passati nei dischi precedenti, si sente eccome nella potenza dei grandi classici “Forma e sostanza” e “Unità di Produzione”, epici e poderosi, e nelle accelerazioni di “Matrilineare” e “M’importa ‘na sega”.

Il documentario di 33 Italian Masters, poi pubblicato anche su YouTube, ha girato parecchio, aiutato anche dal periodo di clausura forzata. I commenti, i ricordi, le recensioni su “Tabula Rasa Elettrificata” sono esplosi, sui social come nei media, riportando la testa e le memorie a giorni che oggi appaiono più che distanti. Nel 1997 i Csi, sul traino del singolo “Forma e Sostanza”, arrivarono al primo posto delle classifiche di vendita dei dischi in Italia, in un decennio in cui i supporti musicali erano solo fisici, niente Mp3 e Spotify, e in cui il rock ancora smerciava album in milioni di copie. I Csi scalzarono gli Oasis dalla vetta per una settimana, in una congiuntura davvero peculiare: il corposo zoccolo duro dei fan si riversò nei negozi nei primissimi giorni di uscita dell’album, senza attendere, e i dati degli acquisti fecero salirono alle stelle. E con merito, perché le memorie della Mongolia e di un passato ormai vicino al collasso rimangono, a quasi 25 anni di distanza, evocative, attuali e, fattore più importante per l’arte, di grande bellezza.

Anche il futuro, come il passato, sarà frammentato. Dopo un tour in ex Jugoslavia, Zamboni lascia la band, i Csi proseguono per un breve periodo di concerti come nomi di punta nei principali festival italiani, Heineken compreso, prima di rinunciare al contratto con la Virgin. I superstiti proseguiranno come Pgr, Per Grazia Ricevuta, salutando dopo un disco anche Magnelli e Di Marco. —





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