Gazzetta di Reggio

Organizzati dall’Arci 

Al via gli “Stati della Cultura 2020” per combattere la rassegnazione

Adr.Ar.

Si parlerà del futuro  post-pandemico  delle associazioni culturali e ricreative in un momento di totale incertezza 

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REGGIO EMILIA

Il futuro post-pandemico delle associazioni culturali e ricreative.

È un tema che coinvolge migliaia di operatori, quello al centro di “Stati della Cultura - The Day After Tomorrow”, l’appuntamento nazionale che l’Arci organizza fin dal 2007 per confrontare le proprie proposte sulla “promozione culturale” con il mondo delle Istituzioni, della politica, della cultura.

Nel 2020 del coronavirus l’evento si svolgerà naturalmente in versione digitale dalle 11 dell’11 dicembre sino alle 22 del 12 dicembre, trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Arci Bologna. Oltre ai dibattiti, non mancheranno appuntamenti legati al cinema, alla musica e allo spettacolo dal vivo, sempre in versione digitale.

L’edizione 2020 degli “Stati della Cultura” cade in un momento di forte crisi del settore culturale e creativo che si trova impegnato a sopravvivere ad una tempesta che ha congelato tutte le attività culturali e ricreative delle associazioni, delle istituzioni e delle imprese culturali.

Questa sospensione, è evidente, mette a rischio l’esistenza di migliaia di progetti e luoghi dedicati alla cultura, lascia a casa tantissimi lavoratori del comparto, rende il nostro Paese più povero e insicuro perché privato di quei presidi sociali e culturali indispensabili per continuare a prendersi cura delle nostre comunità, per tenere vivi luoghi di sperimentazione, di azione e di partecipazione attiva alla vita pubblica.

«L’eccezionalità del periodo che sta vivendo il nostro settore è ben sintetizzata da una totale sfiducia e impossibilità di poter programmare e organizzare il futuro. Il sentimento prevalente, crediamo, non è la rassegnazione, ma l’impossibilità di immaginare e lavorare alla costruzione e ideazione del mondo post-pandemico», spiegano i promotori.

«In questo senso perciò – continuano gli stessi promotori – vogliamo che questa edizione del tutto particolare di Stati della Cultura sia uno strumento per riappropriarci del futuro, per mettere in condivisione idee e strumenti per programmare e immaginare “The Day After Tomorrow”. Crediamo, infatti, che mai come in questo momento sia necessario agire il presente per innescare quei processi di trasformazione che possano rendere abitabile il panorama sociale e culturale dei prossimi anni».

Per iscriversi ai singoli appuntamenti previsti nell’agenda di di “Stati della Cultura - The Day After Tomorrow”, è necessario usare il portale web EventBrite. —

Adr.Ar.

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