Aterballetto “scende” tra la gente
L’installazione video “Lascia ch’io” di Diego Tortelli proiettata da oggi all’8 dicembre su una vetrina in piazza del Monte
GIULIA BASSI
Si pensava di ripartire in questi giorni con gli spettacoli teatrali in presenza mentre è ancora tutto aleatorio e tristemente fermo, al limite della sostenibilità. Dedicata a questo durissimo momento di forte incertezza, I Teatri e Aterballetto hanno avuto l’idea di abbracciare virtualmente quante più persone possibile attraverso un’iniziativa di profonda suggestione realizzando l’installazione video ispirata a questa situazione di lunga e dolorosa attesa, dall’evocativo titolo “Lascia ch'io”, visibile da oggi all'8 dicembre (dalle 8 alle 22) su uno schermo collocato in una vetrina affacciata su piazza del Monte. È stata realizzata con la compagnia di danza durante il lockdown al Teatro Valli dal coreografo, in questo caso anche regista, Diego Tortelli.
«Dovevo creare per Aperto a novembre una pièce site specific, poi data la situazione, insieme ad Aterballetto e ai Teatri abbiamo deciso di inventare qualcosa proprio per il pubblico: un gesto che parlasse della riapertura dei teatri, e che portasse l’attenzione sulla situazione disperata dei lavoratori dello spettacolo e il settore culturale nel suo complesso», commenta Tortelli, danzatore e coreografo in residenza di Aterballetto, artista di grande talento e inventiva. Il video, realizzato dalla videomaker Valeria Civardi, racconta di un teatro Municipale Valli deserto, in cui i danzatori compiono un flusso di micro-gesti, di una tempesta sulla scena tra ordine e disordine, tra armonia e caos.
«L’idea si collega all’esposizione a Palazzo Magnani “True Fictions” basata sui tableaux vivents: così ho voluto fare per costruire un’immagine in movimento, cercando una connessione non solo reggiana. “Lascia ch'io” è un quadro in movimento dai tempi infiniti, come infinita sembra l'attesa di poter ritornare a godere dell’arte in presenza, di partecipare insieme, in uno stesso luogo, al momento artistico. Non è una coreografia, o un gesto esclusivo per la danza ma deve coinvolgere tutto il settore: un gesto esplicito come la manifestazione dei bauli in piazza del Duomo a Milano che ci ha trasmesso un’immagine dolente, poetica e nel contempo di una bellezza aggressiva. I danzatori si muovono molto lentamente nello spazio, il virtuosismo e la capacità tecnica passa in secondo piano rispetto al messaggio che si vuol dare. Il finale del video, liberatorio, si scoprirà tramite un QR-code, che permetterà a ogni passante di collegarsi direttamente con il proprio cellulare al momento in cui lo spettacolo dal vivo, finalmente, potrà fare cadere quel velo che lo separa dal proprio pubblico».
Tortelli parla di tempesta di caos derivante dall’attesa che ritorni l’armonia: la risoluzione finale che si vedrà collegandosi con il cellulare ricreerà la connessione con lo spettacolo dal vivo. «Desidero creare un manifesto politico nel quale I Teatri e Aterballetto rappresentano i teatri chiusi di tutto il mondo che vogliono tornare alla normalità. Il titolo “Lascia ch’io’ si collega alla celebre aria del Rinaldo di Händel “Lascia ch’io pianga” ma la musica si sente solo con il cellulare. Io comunque non ho aggiunto pianga. Così ognuno su “Lascia ch’io” può aggiungere quello che vuole». Alcuni estratti dal video di piazza del Monte saranno anche online da oggi all'8 dicembre sui siti web di Teatri e Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto e, dal 9 dicembre, anche la conclusione dell’opera con il cortometraggio finale. —
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