“Bizzarro Bazar” una nuova serie web tra i reperti mostruosi dei Musei Civici
Reggio Emilia, l’autore è il blogger Ivan Cenzi, esploratore del macabro: «Qui ho trovato un patrimonio unico nel suo genere»
REGGIO EMILIA. Anche una visita frettolosa ai Musei Civici reggiani lascia stampati nella memoria i reperti anatomici mostruosi, quali i feti di esseri malformati e gemelli siamesi, un cranio umano abnorme e un modello in cera di testa scorticata. Non meno impressionanti gli scheletri della collezione paletnologica di Gaetano Chierici e le raccolte etnografiche. Non stupisce che vi abbia fissato l'attenzione il blogger Ivan Cenzi, il quale si definisce «esploratore del perturbante, del macabro, dello strano e del meraviglioso», e che il Comune lo abbia incaricato di farne uno strumento di comunicazione on line capace di avvicinare ai Musei Civici i giovani fra i 19 e i 35 anni, che meno spesso vi si accostano.
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Cenzi ha alle spalle un’esperienza professionale a Roma nell'ambito della cinematografia, che ora continua come autore di opere multimediali e di libri, nonché come docente di “iconografia della morte” nel dipartimento di psicologia dell'università di Padova. In modi diversi egli tratta quei temi funebri che un tempo assillavano l'umanità e ispiravano predicatori e artisti. Li ha utilizzati, fra l'altro, per confezionare due anni fa il primo “Bizzarro Bazar”, una serie web di divulgazione storico-scientifica. Il secondo “Bizzarro Bazar”, costruito nello stesso modo, è per l'appunto la serie multimediale che Cenzi ha incominciato a realizzare d'intesa con i Musei Civici, con i quali aveva avuto contatti partecipando a un “Tè delle Muse”.
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Il progetto è stato concordato con Georgia Cantoni, funzionaria dei Musei, che spiega: «La serie web servirà a promuovere la visita delle collezioni museali da parte dei giovani che non le frequentano come le scolaresche, con le quali abbiamo un rapporto frequente e consolidato, e come le persone di età più avanzata. Perciò abbiamo pensato a un mezzo di comunicazione originale e accattivante, diverso da un documentario tradizionale».
Cenzi, che ne è l'autore, ha trascorso questa settimana a Reggio con il regista Francesco Erba e un operatore, per effettuare le riprese ai Musei. Se ne servirà per confezionare una serie di dieci puntate di 10-12 minuti ciascuna. La prima dovrebbe comparire on line in febbraio. Le altre seguiranno a distanza di 15-30 giorni ciascuna. Ogni puntata sarà composta di tre parti. Nella prima sarà illustrato un episodio curioso di storia della scienza. La seconda sarà incentrata su uno degli oggetti delle collezioni museali. La terza esporrà un’altra curiosità. Ciò che di strano e inquietante viene offerto dai musei reggiani sarà rielaborato e frammezzato a parti in animazione.
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«I Musei civici – osserva Cenzi – contengono un patrimonio eclettico, unico nel suo genere e confacente agli argomenti che ho trattato finora. Sono stato colpito dalla loro forza evocativa. Sono cose fatte per stupire, come quel pesce fantastico composto da pezzi di diversi animali. Le apprezzo per la mia formazione accademica nell'ambito del cinema e della comunicazione. Lavorando sulle immagini, vi ho trovato il materiale adatto al Bizzarro Bazar. Mi servirò della consulenza del reggiano Carlo Vannini, uno dei massimi fotografi d'arte». —
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