«Pier Vittorio per primo raccontò il presente»
Secondo Zamboni è stata questa la sua eccezionalità. Tesauri: «Leggerlo significa confrontarsi con le proprie scelte di vita»
REGGIO EMILIA
«Per uno che vuole conoscere veramente questa nostra terra emiliana è necessario fare i conti con Vittorio Tondelli. A sua volta egli sarebbe contento di esserne un cardine, perché ha saputo arrivare al profondo con le sue narrazioni e queste a sua volta rendono la terra più ricca e fertile». Massimo Zamboni ha dei ricordi personali sullo scrittore la cui conoscenza è stata determinante per il cammino dei Cccp: «Posso definirlo un mio fratello maggiore che ho apprezzato fin da subito in quanto mi sono reso conto che raccontava il presente, proprio quello che stavamo facendo... Normalmente si è capaci di raccontare il passato. Invece Tondelli coglieva l’attualità, proprio con lo sguardo di chi la vive riuscendo ad analizzarla. Si poneva come un’autentica eccezione dato che, di solito, si analizza quello che è stato. In questo senso Tondelli ha saputo vedere i momenti cruciali e vivere i tumultuosi anni ’80, con le sue tensioni politiche, gli entusiasmi e le delusioni. Come Cccp gli siamo riconoscenti, perché ci volle conoscere proprio agli inizi della carriera: era incuriosito da noi “fedeli alla linea” e dalla nostra idea alternativa per la quale guardavamo all’est in modo diverso di chi lo faceva con gli occhi chiusi o con diffidenza pensando a un mondo senza valori. Quindi ci ha contattato chiedendo di vederci. Dopo un’indimenticabile chiacchierata, ha scritto su l’Espresso e in pratica ha dato il via alla nostra avventura». Zamboni oltre a raccontare di come Tondelli sia rimasto colpito dalla capacità dei Cccp di “resistere” andando contro corrente, a sua volta spiega quanto lui e gli amici del gruppo abbiano imparato dai suoi libri. «Ci piaceva il suo sguardo aperto all’Europa del Nord, quanto lo affascinavano le culture di quei paesi... così anche noi ci siamo appassionati all’autostrada Modena–Brennero per cui “Carpi diventa la periferia di Berlino”. Dico solo se ci fossimo rivisti ancora dopo quell’incontro (che è stato il primo e l’ultimo) nella mia mansarda avremmo avuto moltissime cose da raccontarci». Tra l’altro Zamboni l’anno scorso creò le musiche per lo spettacolo “Biglietti da camere separate” uno sguardo di Andrea Adriatico su Pier Vittorio Tondelli nell’ambito di Teatri di Vita a Bologna e Milano.
«Uno scrittore lucido, curioso – commenta invece Alessio Mariani nome d’arte Murubutu –un innovatore del linguaggio che seppe guardare alla società con disincanto, una personalità eclettica che avrebbe potuto dare ancora moltissimo sia dal punto di vista letterario che culturale nel senso più ampio».
Per il regista correggese Gabriele Tesauri, direttore artistico di NoveTeatro, il primo ricordo di Pier Vittorio Tondelli è un alternarsi di immagini «del famoso scrittore» che passeggia lungo Corso Mazzini e di pagine lette di nascosto da adolescente nei pomeriggi infiniti degli anni ‘80. «Non ho mai avuto l’occasione di parlare con lui, ma ho incontrato i suoi testi talmente tante volte durante la mia attività di teatrante che la prossima volta che ci vediamo spero proprio mi dia il permesso di chiamarlo Pier. Negli anni mi sono sempre più convinto che la scrittura tondelliana è perfetta per divenire parola letta, narrata, vissuta. Ecco, sì: la vita. Frequentare le sue pagine significa confrontarsi con le proprie scelte di vita, ricostruire continuamente il film della propria memoria dove luoghi, personaggi e perfino gli odori stessi si affacciano e non puoi fare altro che pensare: “era così, era proprio così”. E oggi ci manca. Manca la potenza della sua capacità di entrare in quel labirinto di specchi che è stato il decennio edonistico del secolo scorso e di saperlo sviscerare per mostrarci che sotto a quella patina lucida si muovevano corpi devastati e istrionici. Se ne sente davvero la mancanza in questi tempi che di quel periodo son figli fragili».
Tra i vari incontri con i testo di Tondelli, Tesauri ne ricorda è un evento realizzato a Correggio negli anni ’90 presentando al pubblico alcune pagine di “Camere Separate. Poi mise in scena, prodotto da Ert, il suo testo teatrale “Dinner Party”, con la regia di Nanni Garella nel 2002 al teatro di Scutari, in Albania. «Quello che mi colpì di quella esperienza fu la disponibilità con cui gli attori, lontani per lingua e cultura, seppero entrare nelle dinamiche e nelle relazioni dei personaggi creati da Tondelli. Ebbi la conferma che la sua scrittura possieda la capacità di descrivere i sentimenti umani con una tale profondità di analisi da oltrepassare il tempo in cui è venuta alla luce e diventare universale».
Tesauri realizzò infine “Emily Sporting Club”, un progetto di teatro musicale nato nel 2015 dalla volontà di alcuni musicisti tra cui Elisa Minari, creando un contrappunto sonoro alle pagine di “Altri Libertini”. «Progetti come questo segnalano la vitalità che i romanzi di Pier Vittorio sanno estrarre da generazioni lontane da lui, regalandoci la possibilità di stare accanto a questo nostro fratello maggiore che ha saputo regalarci le parole giuste per descrivere i nostri sentimenti di post-moderni». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
