Servillo: «È straziante non poter suonare davanti al pubblico ma è inevitabile»
La voce degli Avion Travel al teatro Boiardo di Scandiano Prove della prima assoluta dell’omaggio a Lucio Dalla
REGGIO EMILIA
Un saluto affettuoso, pieno di malinconia e di vita. Un saluto a un grande artista, a quei palchi e a quegli applausi così preziosi e oggi così lontani. Mercoledì 16 dicembre il palco del teatro Boiardo di Scandiano, pur chiuso al pubblico, ospiterà un concerto d’eccezione, la prima assoluta de “L’anno che verrà - Canzoni di Lucio Dalla”, tributo all’artista bolognese scomparso pochi anni fa che vede protagonisti il cantante Peppe Servillo, voce degli Avion Travel, affiancato da due noti jazzisti argentini, il sassofonista e flautista Javier Girotto e il pianista e cantante Natalio Mangalavite. Il trio formato con Girotto e Mangalavite è rodatissimo grazie a una collaborazione pluriennale. Girotto è anche il fondatore degli Aires Tango, mentre Natalio Mangalavite è un turnista apprezzato.
L’esibizione sarà visibile tramite i canali web del sito www.teatrinellarete.it, voluto dalla Fondazione Ater, che cura la programmazione di numerosi teatri regionali, fra cui appunto il Boiardo di Scandiano e l’Asioli di Correggio. La serata verrà anticipata domani da una chiacchierata fa i tre artisti e il critico Ernesto Assante, anche questa trasmessa sulla piattaforma www.teatrinellarete.it. L’esibizione scandianese è un tentativo per affrontare il momento durissimo a cui la cultura e gli spettacoli devono fronteggiare, e con loro centinaia di migliaia di operatori. Un esperimento e una prova non da poco per persone come Servillo, Girotto e Mangalavite, che di teatri, palchi, festival, parole, applausi e rapporto con il pubblico hanno fatto la loro vita. Vedere l’elegante inchino di Servillo alla platea vuota, durante le prove che si sono svolte alcune sere fa, dopo una struggente versione di “Balla balla ballerino” animata da un notevole fraseggio di Girotto fa male, per certi versi. Per altri, è l’esecuzione di un inno di resistenza. L’attenzione di Ater e degli operatori video ricostruirà un concerto intrigante, che salta fra il Dalla delle origini all’ultima produzione, soffermandosi sul bellissimo repertorio a cavallo fra anni ’70 e ’80, quello di malinconiche perfezioni come “Anna e Marco” o appunto “Balla balla ballerino”. Ma, malinconie per malinconie, lo sguardo torna sempre al palco.
«È straziante non poter suonare davanti al pubblico, non poter girare fra i teatri, non fare tour, vedere i palchi vuoti», raccontano i tre artisti. Ma, aggiunge Servillo, è difficile pensare a un’alternativa: «Qualche mese fa ero più possibilista, pensavo che qualche apertura con numeri ridotti fosse una possibilità concreta, nell’attuale situazione è difficile immaginarla, il quadro rimane molto serio». La speranza è che la lunga assenza non crei cattive abitudini, come quelle di non frequentare più concerti, teatri, rassegne. «Ogni tanto ci pensiamo, a questo, è un timore che esiste, dopo un periodo come questo molte persone si saranno abituate a restare solo davanti agli schermi». A vedere e sentire omaggi come questi, però, molti troveranno la voglia di sempre di condividere e di uscire. Di vivere e di scoprire, come Dalla sapeva far bene. «Lucio Dalla sapeva indagare il futuro con le sue canzoni da profeta. Per questo ci avviamo con la lampada a ripercorrerle, canzoni antiche come la terra, ma con dentro un motore che guarda il domani», aggiunge Servillo presentando il concerto. —
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