Gazzetta di Reggio

Film natalizi, danza e fotografia: ecco le nuove proposte on line

Film natalizi, danza e fotografia: ecco le nuove proposte on line

Reggio Emilia, il portale culturale del Comune si arricchisce con idee e riflessioni dedicate al tema Luce 

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Dopo una prima settimana dedicata al tema Luce che ha visto l’adesione di diversi protagonisti del panorama culturale contemporaneo, il portale si presenta alla città con una seconda parte di riflessioni e contributi culturali per continuare questo viaggio di individui spaesati, ma anche capaci di trovare risorse interiori per far fronte alla difficile situazione esistenziale imposta dalla pandemia. La Luce raccontata anche metaforicamente dal cinema, dal diritto, dalla fotografia, dalla musica, dalla danza e dalle parole.

CINEMA

Non era successo nemmeno negli anni dell’ultima Guerra mondiale, ma questo del 2020 sarà un Natale senza cinema. L’Ufficio Cinema del Comune di Reggio vuole comunque proporre una serie di titoli ispirati al Natale da vedere o rivedere a casa nel periodo di festa, alcuni scelti tra le uscite più divertenti degli anni passati, altri tra le commedie più apprezzate della storia del cinema: “Festa in casa Muppet”di Ben Henson, l’irriverente commedia natalizia “Babbo Bastardo” di Terry Zwigoff, “Incontriamoci a Saint Louis” di Vincente Minnelli, con la meravigliosa canzone di Natale interpretata da Judy Garland, “White Christmas” di Michael Curtiz, con le canzoni di Bing Crosby, l’immancabile “Fantozzi” di Luciano Salce, capostipite dell’omonima saga interpretata da Paolo Villaggio, e i capolavori di due grandi del cinema, “Fanny e Alexander” di Ingmar Bergman e “Parenti serpenti” di Mario Monicelli.

DIRITTI

Focus cultura si conferma essere un luogo di riflessione. A questa nuova puntata prendono parte le interessanti riflessioni in video che ha concesso in esclusiva il professor Paolo Cendon che ha collaborato con il Comune di Reggio Emilia a un importante traguardo. «Reggio Emilia ha acceso una luce – dice Cendon, già professore ordinario di Diritto privato nell’università di Trieste – nei giorni scorsi Reggio Emilia infatti ha deciso, prima città in Italia, di istituire all'Ufficio di Stato Civile del Comune, un Registro pubblico dei “Progetti esistenziali di vita delle persone fragili”, progetto pilota, nato nell’ambito di “Reggio Emilia Città senza barriere” grazie alla collaborazione tra Comune, Farmacie comunali riunite (Fcr), Ausl e Fondazione Durante e Dopo di Noi».

FOTOGRAFIA

Sul fronte delle arti visive nel portale cultura è presente una riflessione, con selezione di immagini, della raccolta dei dagherrotipi della Fototeca della Biblioteca Panizzi. La collezione attualmente costituita da 108 pezzi tra dagherrotipi di provenienza italiana, inglese, francese, tedesca e americana, di recente si è arricchita di nuovi elementi, grazie a una donazione di Michael George Jacob, scrittore, collezionista ed esperto di dagherrotipi, che, oltre a essere un pioniere del collezionismo di questi oggetti fotografici, ha maturato una particolare conoscenza delle loro tecniche di esecuzione e di conservazione.

L’invenzione del dagherrotipo è dovuta a L. J. Mandé Daguerre, artista, scenografo, chimico e fisico francese che, con J.Nicéphore Niépce, compì alcune sperimentazioni con i materiali sensibili alla luce giungendo, nel 1837, alla realizzazione di un'immagine fotografica unica ottenuta senza negativo e realizzata su un supporto di rame argentato perfettamente lucidato per essere sensibilizzato alla luce.

La lastra, esposta ai vapori di iodio e successivamente a quelli di mercurio, in seguito fissata con cloruro di sodio, ha l'aspetto di uno specchio in cui si materializza l'immagine stessa, sia negativa che positiva a seconda dell'incidenza dei raggi luminosi sui sali d'argento. Per l'epoca, quasi una magia della luce.

DANZA

Al tema luce contribuisce, parlando il linguaggio della danza, anche Mm Contemporary Dance Company, una realtà di eccellenza della danza italiana, diretta da Michele Merola, impegnata qui in un estratto dello spettacolo “Quarto canto” con coreografia di Enrico Morelli e musica di Ben Frost. Tutto sembra accadere in un unico momento evocato da luoghi diversi, metafora di un amore che abbraccia e consuma la vita, proponendo una lettura dell'amore tutta giocata tra sincerità e artificio. Diceva Calvino che nei poemi ariosteschi c'è un trabocchetto, un vortice che inghiotte i personaggi a uno a uno. La danza in questo brano sembra avere il potere di accelerare questo processo fin ad esserne il catalizzatore.

MUSICA

Dalla formazione reggiana di Icarus Ensemble arriva una testimonianza video di Marco Pedrazzini nello spazio Icarus che documenta la nuova produzione, vincitrice del bando nazionale “Vivere all'Italiana in musica”, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la promozione e diffusione della cultura italiana all'estero. Il progetto prevede la produzione di un master per Cd audio e di un video-concerto che Icarus ha realizzato con la presenza di manichini quali spettatori virtuali, per sottolineare il difficile momento che il settore musicale sta affrontando.

RAGAZZI ZITTI

Non c’è contrapposizione tra luce e oscurità nelle intense poesie dei Ragazzi Zitti, protagonisti del gruppo Indomiti: un progetto editoriale nato all’interno dell’Associazione di Promozione Sociale “Il Giardino del Baobab”, creata per promuovere la cultura dell’unicità e della differenza come risorsa e per dare voce al pensiero ricco e profondo di chi finora era costretto al silenzio perché non in possesso del linguaggio verbale. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google