Pietro Mussini e la luce che rivela trasformando la tecnologia in arte
Prestigiosa new entry sul portale Eventi del Comune nel segno del rapporto tra reale e virtuale, poesia e tecnica
REGGIO EMILIA. Pietro Mussini e il suo rapporto con la luce è la prestigiosa new entry nella sezione cultura del portale Eventi (eventi.comune.re.it/cultura) dedicato ancora all’idea di fare luce rispetto a questo momento così complesso a causa della pandemia e al tema della visione in rapporto alle tecnologie. In tal senso è emblematica la ricerca dell’artista che ha ampiamente sforato con il suo lavoro i confini territoriali, segnalandosi come una personalità più interessanti, artista “neuroestetico” come è stato definito, impegnato nel confronto con l’orizzonte percettivo e sensoriale finora conosciuto per divenire strumento di un contemporaneo fare poetico che attinge al rapporto fra arti e scienze e filosofia.
L’attività
Pietro Mussini conduce da anni una ricerca sulle possibilità di rendere poetica, in arte, la tecnologia, utilizzandone i materiali (fibre ottiche, leds, microprocessori, plotter) e interagendo con essi.
L’artista reggiano, classe 1950, inizia nel 1979 l’attività espositiva e a metà degli anni ’80, vive l’esperienza milanese de La Neomerce (progetto-materie-macchine) intensificando la ricerca con materiali tecnologici, in particolare legati alla luce ed al suono. Una ricerca che lo porta a definire un protocollo, “Il giardino cablato”, dove il giardino è inteso come metafora della storia e cablato come confronto con la vita reale, scambio e dialogo con sensibilità appartenenti a più nature, che lo porta a produrre opere realizzate con carta, inchiostri, fibre ottiche, led, plotter e microprocessori. Negli anni ’90, Mussini a Torino, è parte del gruppo di “Ars Tecnica”, ove realizza un forte scambio teorico sviluppando sempre più la poetica del Giardino Cablato.
Il dibattito
Le immagini delle opere realizzate vengono accolte in pubblicazioni di carattere internazionale che pongono il lavoro di Mussini all’interno del dibattito sul tema della natura “artificiale”.
L’artista presenta il proprio lavoro in manifestazioni quali “Il premio Marche” ad Ancona, il “Premio Suzzara” a Suzzara (Mantova), la mostra “Anni novanta” a Rimini, la “XXVI Biennale Il Bronzetto” a Padova, il “VI Premio Casoli” a Serra San Quirico/ AN, il “70° Premio Michetti” a Francavilla (Pescara). Nel 2010 riceve a Bologna il “XXV Premio Marconi”.
La sua ricerca continua tuttora in un processo personale di relazione tra intuizione e progettualità, tra dinamiche di confronto tra tecniche di tradizione e dispositivi delle tecnologie, rafforzando così una poetica tra reale e virtuale.
le opere
Nel portale Eventi curata dal Comune, oltre a un contributo scritto di approfondimento è possibile ammirare alcuni suoi lavori come il noto “Come un soffio di vento”, vegetali stilizzati che l’artista trasferisce come elementi simbolici nel mondo della città per reinventarli in chiave metropolitana. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
