Il podcast tutto reggiano “Chiamo dopo” diventa un libro di interviste telefoniche
Autori il chitarrista reggiano Giacomo Baldelli, dal 2014 residente a New York, e il suo compagno di liceo Giovanni Di Raimo
Giulia Bassi
REGGIO EMILIA. Musicista immerso davvero nel contemporaneo capace con la sua chitarra di decifrare in profondità i pensieri, le linee che attraversano in modo farraginoso la nostra epoca, Giacomo “Jack” Baldelli che per sposarsi nel 2014 si è trasferito a New York, dopo tre anni ha dato vita insieme al suo compagno di liceo Giovanni Di Raimo, al podcast/talk show indipendente, di grande successo e tutto reggiano “Chiamo dopo”. Che ora è divenuto un libro edito da Arcana.
STORIE
I due vi raccontano storie di musica e creatività ricostruendo la nascita e le prime due stagioni del talk show, le cui puntate sono telefonate registrate tra New York e l’Italia che comprende le riflessioni di musicisti quali Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus) e Massimo Zamboni (Cccp/Csi), dj quali Fabio Arboit (Radio Capital), autori quali Emanuele Dabbono (Tiziano Ferro) e Valerio Carboni (Luca Carboni e Nek), attori quali Roberto Oliveri (Gomorra e Diavoli), scrittrici quali Giulia Blasi (Manuale per ragazze rivoluzionarie), personaggi del mondo dello spettacolo quali Manuela Blanchard (Bim Bum Bam), fumettisti quali Silver (Lupo Alberto).
Precisamente oltre ai creatori sono 43 i protagonisti divisi in cinque grandi capitoli, ci spiega Baldelli. “Musica” a sua volta suddivisa in capitoletti dedicati a differenti aspetti del mondo musicale, dai duetti con grandi artisti alle storie vissute dietro ai banconi dei record store: “Scrivere”: capitolo contenente le parole degli ospiti che esprimono la loro creatività in ambito letterario, scrivendo di attori che cantano, di donne che lottano e di paesi lontani. “Recitare”: dedicato agli ospiti portati dalla loro creatività a scrivere spettacoli, calcare le assi del palcoscenico o stare davanti alla macchina da presa. “Miti”: coloro che hanno guadagnato un posto speciale nel cuore degli autori di “Chiamo dopo” improvvisando insieme a pupazzi parlanti o disegnando lupi. “Off topic”: storie di creatività “altra”, che partono da un piccolo seme e arrivano fino a Marte. Prima delle parole di ciascun ospite è indicato il numero di puntata del podcast di cui è protagonista al quale fa seguito una piccola introduzione dedicata al personaggio contenente considerazioni e aneddoti che lo/la legano agli autori di Chiamo Dopo.
IL PROGETTO
Interessante è la storia di come è nato il progetto- «Nel 2017 – ci spiega Baldelli – ero un musicista italiano emigrato a New York, in rotta di collisione con il proprio mestiere. Ho sempre guardato con un misto di invidia e stupore coloro che arrivando in America tagliavano il cordone ombelicale con il loro paese d’origine. Io non volevo ma sentivo, con non poco senso di fastidio, che mi stavo un po’ staccando dalla “terra madre”. Avrei voluto trovare un modo per sentirmi ancora parte del “discorso italiano”, poter dire ancora la mia, senza essere sminuito dalla fastidiosissima frase: “Ma cosa ne vuoi sapere tu, che ormai non vivi più qui!”. Inoltre incappai su YouTube nella registrazione di una puntata di un podcast, Wtf (What The Fuck) del comico americano Marc Maron. Non avevo mai ascoltato un podcast in vita mia anche se sapevo cos’erano».
Queste sono le premesse da cui è nato “Chiamo dopo”. Dalla scoperta di un medium - il podcast - che pareva avere molte possibilità espressive alla voglia di comunicare pensieri complessi ma allo stesso tempo accessibili, dal poter condividere con qualcuno storie di cultura pop al desiderio di sincerità alla consapevolezza che la storia di vita di una persona famosa non necessariamente è più interessante di quella di uno sconosciuto. Ma, soprattutto, ha giocato in Baldelli un pizzico (e non solo) di nostalgia per l’Italia. —
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