Esseri umani e animali uniti dal patto silenzioso in uno scambio di favori
REGGIO EMILIA. Il “mutualismo” è sicuramente il più interessante tipo di simbiosi che si può riscontrare tra gli esseri viventi, quello in cui entrambi gli organismi partecipano attivamente e coscientemente al rapporto con l’altro, in un’ottica opportunistica di scambio di favori. In natura se ne vedono molti esempi ma sembrerebbe quasi impossibile pensare a casi mutualistici riguardanti l’uomo, a causa della posizione dominante rivestita in natura. Eppure sembra proprio che esistano situazioni riconducibili a questo tipo di relazione, in cui animale selvatico ed essere umano collaborano per l’ottenimento del cibo e traggono entrambi vantaggio dal loro patto. Riccardo Campanini, responsabile progetti educativi Natura e Scienza dei Musei Civici racconta due incredibili casi di alleanza uomo/animale. È il caso nell’Africa sub-sahariana, tra Mozambico Tanzania e Malawi, dell’indicatore golanera (Indicator indicator), un piccolo uccello lungo circa 20 cm, che ha imparato a sfruttare l’abilità dell’uomo nell’allontanare le api selvatiche dagli alveari durante la ricerca del miele, che fa da guida alle tribù WaYao del Malawi verso gli alveari nascosti sui rami più alti degli alberi. In Sud America a Laguna, comune dello stato di Santa Catarina, l’aiuto viene invece dall’acqua, da un animale che appartiene alla famiglia dei delfini, il tursiope (Tursiops truncatus). In questo caso si può assistere a un’altra forma di cooperazione uomo-animale, ispirata dalla rispettiva esigenza di rendere più efficace la pesca di ognuna delle due parti. La sezione scienza si arricchisce anche della conferenza sulla neurobiologia vegetale dello scienziato Stefano Mancuso tenuta al Valli il 25 ottobre per Finalmente Domenica. —
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