Amadeus ci ripensa e non lascia «Sono pronto ad andare avanti»
Il conduttore e direttore artistico attende le decisioni del Cts e della Rai e a quelle si atterrà
sanremo. Contrordine. Amadeus non lascia. Dopo l’alt del ministro Dario Franceschini alla presenza di qualsiasi tipo di pubblico all’Ariston, che lo avrebbe spinto a fare un passo indietro, il direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo ha maturato in queste ore la decisione di andare avanti. Resta convinto che la platea vuota possa penalizzare lo spettacolo, ma si rimetterà alle decisioni che prenderanno la Rai e il Comitato tecnico scientifico.
Intanto scoppia il caso Fedez: il rapper, atteso in gara all’Ariston con Francesca Michielin con il brano “Chiamami per nome”, posta un video su Instagram in cui si sente un breve frammento della canzone, con Lello e Chiara che ballano sullo sfondo. Post subito rimosso ma già condiviso su YouTube, poi cancellato anche dalla piattaforma video. In base al regolamento, i pezzi in gara all’Ariston devono essere inediti, pena l’esclusione: la Rai e la direzione artistica sono già al lavoro per le verifiche del caso e si riservano di procedere nei prossimi giorni.
A Viale Mazzini si lavora al protocollo organizzativo e sanitario che garantisca la sicurezza di staff, artisti, maestranze, puntando a mediare tra le indicazioni del governo e quelle degli esperti: un documento con la riorganizzazione dell’Ariston e degli spazi connessi che all’inizio della prossima settimana sarà sottoposto al Cts. Alla base del progetto del festival c’è stata finora l’idea di un grande evento in un teatro che si può assimilare a uno studio televisivo dove – come chiariscono anche le Faq pubblicate sul sito di Palazzo Chigi – la presenza del pubblico è ammessa, come peraltro accade in diversi show della Rai e della concorrenza. Di qui il proposito di aprire una parte della platea a 380 figuranti, tamponati e contrattualizzati, con la galleria invece chiusa. Ma se – dopo lo stop del governo – gli esperti dovessero dire no anche a questa soluzione per ridurre i rischi di contagio, Amadeus è pronto ad adeguarsi.
Dopo giornate di tensione, di amarezza, di sensazione di isolamento, a mente lucida è prevalso nel conduttore e direttore artistico il senso di responsabilità per il proprio ruolo: far saltare Sanremo significherebbe mettere in seria difficoltà tutti coloro che ci lavorano, l’industria discografica che confida in una spinta per la ripartenza, gli artisti che sperano nella vetrina dell’Ariston dopo un anno di eventi e live annullati, l’impegno dello sponsor Tim, la Rai stessa che grazie al festival lo scorso anno ha messo in cassa oltre 37 milioni di ricavi pubblicitari. «Viviamo un periodo difficile e nessuno deve essere messo a rischio – ha detto ieri Mogol , presidente della Siae – Le regole devono essere uguali per tutti, non servono ». Ma c’è anche chi, come Fiorella Mannoia, ricorda che «Sanremo mette in moto una macchina enorme, è industria che crea lavoro».–
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